Sui…
Ora mi resta solo da scegliere il metodo.
Un grande scoppio o il dignitoso allontanarsi di scena in silenzio, mentre lentamente si abbassano le luci.
Una corda al collo o un’overdose che faccia da preludio all’ultimo sogno con un sorriso da ebete stampato sul volto stanco.
Un salto nel vuoto oppure uno sparo, uno sparo solo che ripulisca da un lato all’altro i cattivi pensieri che si accavallano tra cervello e cervelletto.
Oppure, ancora, (mammamia, quante soluzioni per un solo problema!) una fuga di gas, un aspide insinuante ed evocativo (going away like an Egiptian) o una stoica tazza di cicuta. Sempre che si beva… la cicuta…
Ma guarda un po’, è dai banchi del liceo che ci penso e nemmeno so se si mastichi, si ingurgiti o si sniffi come vicks-sinex o cocaina, ‘sta cicuta filosofico-socratica dei miei fracassatissimi maroni…
Va be’, don’t worry, domani faccio una ricerca su google e vi farò sapere a stretto giro o in uno di questi mesi.
Intanto, auguro lunga vita al mio blog, ché tra un paio di giorni compie otto anni tutti vissuti con le gambe penzolanti sul davanzale e gli occhi fissi sul mondo di fuori, pronto a gettarsi da basso, negli abissi del chissà-cosa-c’è-oltre-ciò-che-vedo-e-che-sento.
Perché… finche c’è vita…