Morto un tiranno se ne farà sempre un altro, finché non saremo capaci di fare delle nostre coscienze il nostro unico padrone e tiranno.

Il satrapetto promette di dimettersi (non di andarsene), e molti già stanno innalzando i loro calici. Troppo presto, secondo me.
Io festeggerò solo quando saremo capaci di mettere al governo un gruppo di cittadini pronto a servire il resto della popolazione senza cercare di condizionarlo né fregarlo. Festeggerò quando non avrò più la sensazione che i governanti occupino i piani superiori per gozzovigliare, ingozzarsi e fregarsi quello che resta del paese a discapito di chi sta sotto. Festeggerò quando si faranno pagare le tasse ai ricchi e agli evasori e si investirà sulle future generazioni. Festeggerò quando cesseranno i soprusi, gli abusi e le sopraffazioni.
Ma ho l’impressione che condizionamenti, privilegi, prevaricazioni, prepotenze, salvaguardia del proprio particolare, ingiustizia e mancanza di prospettiva siano tutti difetti e vizi connaturati al potere. Ragion per cui mi cresce la sensazione che potrei festeggiare solo in un paese e in un tempo in cui non si deleghi più a nessuno il governo delle nostre vite e la gestione della società tutta intera. Qui, invece, gli spazi di autogoverno sembrano ridursi di giorno in giorno e tra un po’ finiremo per demandare anche le nostre scelte più intime e individuali. Come nelle peggiori delle distopie.
Forse dovremmo smetterla, una buona volta, di pensare che ci possa essere un governo capace di risolvere i nostri problemi. Forse sarebbe il caso che entrassimo nell’ordine di idee che il fatto stesso che continuiamo a demandare ad altri il nostro governo è di per sé già un problema.
Ognuno di noi dovrebbe farsi padrone e governatore di se stesso e le regole di convivenza dovrebbero essere poche, semplici, ben comprese e condivise. Qualsiasi norma o legge dovrebbe prima di tutto passare per il vaglio delle nostre coscienze individuali. E qualsiasi legge o norma dovrebbe essere infranta non appena se ne trovasse una più semplice, meglio compresa e maggiormente condivisa. Altro che deleghe.
Per il momento, comunque, mi accontento di vedere che nessuno strapotere dura per sempre e prima o poi, nell’eterno girotondo degli imperi del mondo, tutti finiscono col culo per terra. Una volta di più, la storia ci insegna che anche una persona che si impossessa delle principali leve del potere del suo tempo può trovarsi da un momento all’altro detronanizzato, intronato e solo.
Nello specifico italiota, è noto a tutti, dentro e fuori di qui, che il prepotente di turno aveva già nelle sue mani una cospicua fetta di potere economico e di potere mediatico, prima di assumere anche lo strapotere politico a forza di demagogia, corruzione e lavaggi di cervelli più o meno manipo-labili. Ma nemmeno questo gli è bastato a mantenere attaccato il suo maledetto culo su quella poltrona che io vorrei vedere bruciata, non cambiata o allestita per un altro culo.
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