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(ovvero 8 + 552 mesi di te e di me)

Stefania, Stefaniella, Stefaniella bella, figlia, meravigliosa figlia mia, mi rivolgo direttamente a te per parlare di te e degli incantevoli progressi che hai compiuto in questi ultimi mesi.

Ti scriverò, in particolare, del periodo che va da giugno a oggi, 13 di agosto del dodicesimo anno del III millennio. Il resto te lo ha già raccontato mamma Romina nel suo quadernone verde.

Dall’inizio di quest’estate hai imparato molte cose nuove, esplori il mondo a piccoli passi e giochi con le tue mani agili e curiose che mi incantano e non mi basto mai di guardare: saluti (anche quando non c’è nessuno da salutare, in verità) sia ruotando la manina che stringendola per fare ciao; ti passi i giocattoli da un lato all’altro; batti il tempo con le mani e con i piedi, quando mamma e papà cantano o ti suonano qualcosa alla chitarra (e qualche volta, fai risuonare tu stessa le corde mostrando allegria e sorpresa); percorri con i ditini le nostre facce e spesso ci fai male stringendo le unghiette sul naso o sulle orecchie (il nonno e io abbiamo graffietti su tutta la faccia), a me tiri anche i peli dal petto e dalle braccia (ahi!), ma ti lascio fare; non ti permetto, invece, di togliermi gli occhiali dal naso (qualche “no” lo devi pur sentire, ogni tanto).

Mentre scrivo, mi chiedo quando potrai leggere o ascoltare, comprendendole, queste parole. Io le sto scrivendo nella mattina del tuo ottavo complimese; in realtà, sto mettendo insieme appunti che abbiamo raccolto quest’estate mamma e io, perché per noi è importante non dimenticare questi momenti e lasciarti una traccia dei tuoi primi passi nel mondo.
Ah, oggi è anche il mio compleanno: compio 552 mesi; sono tanti. Gli ultimi 25 me li avete sconvolti tua madre e tu in una splendida sarabanda di eventi in cui sto ancora ruotando vorticosamente. E io ve ne rendo grazie.
Ma torniamo a te, che sei il centro dei giorni miei, di mamma e anche dei nonni.

A giugno, più di tutto ti piaceva giocare con le bottiglie di plastica vuote e con i fili dei bavaglini, ora preferisci spassarti con la musica: mamma ci ha comprato un bellissimo xilofono e una campana cilindrica che sono diventati i nostri gingilli preferiti; qualche volta giochi anche con la chitarra e con il guitalele e io mi diverto quanto te, nel vederti percuotere le corde, anche se mi preoccupa che tu possa farti male con quegli oggetti così pesanti e ingombranti o… che tu possa rompere i miei giochetti di legno stagionato.
Cominci anche a guardare qualche cartone animato in tv. Non so dirti se questa cosa mi piaccia o mi dispiaccia, ma so che la nostra serie preferita è Tinga Tinga, una splendida raccolta di favole africane (per il tuo settimo complimese, la tua mamma ti ha fatto un coloratissimo disegnino con gli elefanti, gli uccelli, le giraffe e le scimmiette di quella magica savana). Ti piacciono anche i Barbapapà (pare che “barbapapà” sia anche la prima parola di senso compiuto che tu abbia pronunciato) e Peppa Pig (a me il papà porcellino pare che mi somigli; ma tua madre e tu siete molto più belle sia di Mamma Pig che della piccola Peppa).

Qualche volta rispondi ai nostri baci, ma solo a distanza, unendo le labbra e poi facendole schioccare come un pesciolino nell’acqua. Negli ultimi giorni, solo a mamma la baci davvero sia sulla faccia che sulle labbra, e io ne sono un tantinello invidioso (magari, sarà la mia barba che ti trattiene ;o).

Come hai sempre fatto, da quando sei venuta in questo mondo, continui a sorridere e ridere molto, soprattutto con i nonni. É raro vederti spuntare qualche lacrima e, se piangi, o vuoi dormire o vuoi mangiare o devi essere cambiata. Sei una bambina molto facile da gestire; averti in casa è un autentico piacere; non fai capricci nemmeno quando mangi e ormai, ad agosto, mangi di tutto. Il tuo piatto preferito è la passata di verdure: patate, carote, zucchini, pomodori, spinaci e lenticchie bolliti e omogeneizzati, cui aggiungiamo carne tritata (per lo più bianca), una spolverata di parmigiano e un poco di olio. Una vera delizia che piace anche al tuo papà, ma tu non gli lasci nemmeno mezzo cucchiaino nel piatto. Ti piacciono molto anche le vellutate di mais e tapioca, il semolino e la crema di riso che ti prepariamo. Alle pastine, invece, sei meno affezionata, ma le mangi ugualmente.

Il 14 giugno, il giorno dopo il tuo settimo complimese, è stato un giorno importantissimo, uno di quelli da segnare su diari e calendari: ti sei avventata su una trottola che ti avevano regalato gli zii il giorno prima e l’hai azionata da sola, una, due, tre volte; poi ti sei messa a ridere di gusto, mostrando orgogliosa le tue rosee gengive e spiando le nostre entusiastiche reazioni. Se fossi stata davvero la piccola divinità che sembri, da quel gesto sarebbe cominciato qualcosa come la rotazione di un nuovo mondo.

A fine giugno e a metà luglio (prima di partire per il mare) siamo stati dalla pediatra. Ci ha confermato che continui a crescere magnificamente bene, anche se ancora non gattoni. In questo stesso periodo è spuntato anche il primo dentino. (Ora, però, i dentini sono due: campeggiano con tutta evidenza a centro del palato inferiore, e quando mordi fai ancora più male.)

All’inizio dell’estate passavi molto tempo a lallare: era tutto un dededè, bababà e qualche volta anche papapà (uahu!); ma quando provavamo a farti dire mamma, ridevi di gusto, con uno sguardo che sembrava perfino malizioso: per quanti sforzi facessimo, non volevi saperne di ripetere quella sequenza di emme e di a e ti divertivi a farci anche un po’ arrabbiare; insomma, a quanto pare, i mmmmmugugni non erano ancora nel tuo repertorio.

Ma a fine luglio, a Ischia, le cose sono cambiate e hai fatto tantissimi nuovi progressi.
In questi giorni di mare sei stata vivacissima, soprattutto nella sala pranzo, dove hai conquistato a uno a uno tutti i commensali dell’Hotel Le Canne. Facevi la corte alle persone che avevi sottocchi: le guardavi, le fissavi, salutavi con la manina, ciarlavi, ti mettevi a gridare, finché non ricevevi in cambio almeno un sorriso. Hai fatto amicizia con tutti, grandi e piccini, e sei diventata la beniamina dell’hotel. Noi eravamo tutt’orgogliosi di averti come figlia e ti esponevamo come un trofeo.
Il 23 luglio ti abbiamo buttato in piscina col ciambellone. Ti sei divertita molto, e ci siamo divertiti anche noi, sebbene il cloro ti abbia un po’ irritato gli occhi. Qualche giorno dopo è stata la volta del primo bagno a mare.
Il 28 luglio, infine, e qui viene il bello, hai detto per la prima volta, distintamente, “mamma” e “papà”. Eravamo in camera, tu nella culletta da campeggio fornita dall’hotel, noi in piedi intorno a te. Abbiamo cominciato a ripeterti: “Mamma e papà, mamma e papà, mamma e…” e tu, a un certo punto, come per incanto, hai aggiunto: “Papà”. Non sono passati nemmeno 5 minuti che, come per consolare tua madre, hai pronunciato anche il primo “Mamma” di una lunghissima serie.
Ora, infatti, dici molto più spesso Mamma che Papà :(sob!), soprattutto quando ti lamenti o desideri qualcosa. Faccio finta che vada bene anche così, ma ogni volta che ti rivolgi a me, proprio a me, e dici Papà, io passo dallo stato solido allo stato liquido e poi comincio a volare come un gas saturo di gioia.

Stefania, Stefaniella, Stefaniella bella, figlia, meravigliosa figlia mia, non esiste noia dove passi tu, e io gioisco ogni momento di averti accanto o tra le mia braccia… Grazie di essere venuta quaggiù a farmi prendere cura di te.

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