Tag

,

Mettetevi comodi e ascoltate questo paio di minuti di musica eseguiti dal grande Rahsaan Roland Kirk.

Siamo nel 1971 e, come capita spesso, Kirk suona nello stesso brano 5 o 6 strumenti, alcuni dei quali anche contemporaneamente.
È una bella versione del brano di Bill Withers, “Ain’t No Sunshine”.

Ma io, appena l’ho sentita, ho pensato al, “Cammello ‘nnamurato” di Pino Daniele; una canzone pubblicata nel 1995, quando il buon Pino era ormai nel pieno della sua crisi creativa (per come la vedo e la sento io).

Ho fatto una ricerca in rete e ho scoperto che a sua volta la melodia di Bill Withers, scritta all’inizio degli anni ’70, somiglia sorprendentemente a un brano degli inizi degli anni ’60 di Elvis Presley: “Summer Kisses, Winter Tears”.

Proseguo nella mia indagine e leggo di una somiglianza del brano di Withers (e dunque anche di quello di Elvis) con una canzone del 1986 di Sergio Caputo: “I cinesi non si affacciano mai”. Ma quella di Caputo a me sembra più che altro una canzoncina che cerca di imitare le tonalità della musica orientale (anche se, indubbiamente, la somiglianza c’è).

Andando avanti con le ricerche, trovo centinaia di cover del brano di Withers e perfino un paio di traduzioni in tedesco (si sono cimentati, tra gli altri, anche un giovanissimo Michael Jackson, Al Jarreau, Barry White, BB King, Caterina Caselli, Giorgia e Nancy Sinatra), ma la versione cantata che mi sembra più suggestiva è quella della cantautrice statunitense originaria di Taiwan Vienna Teng.

Caspita, è vero che le note sono sette (o dodici, contando anche i diesis e i bemolle) e le loro combinazioni più gradevoli non sono poi così tante, ma questa sequenza di suoni, che se siete arrivati fin qui avete ripetutamente e variamente ascoltato, ha trovato terreno fertile nelle corde di decine di autori e interpreti di terre e culture lontanissime. A volte basta così poco per entrare nella testa e nel cuore di milioni di persone…

Advertisements