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Dove si mostra che sovente si dedicano alla metrica persone che, non riuscendo a dormire, per non contare pecore, contano sillabe, versi, strofe e accenti.

manoscritto di

Stanco di contare pecore sugli
steccati o di far degli intrugli
mal assortiti, salgo sull’altare
antico del sacro versificare

e mi metto una ad una tutte
le sillabe a computare per poi
vedere e discriminare se coi
versi si può dormire e le brutte

cose tener lontano dalla testa
e far della notte un dì di festa
o almen qualcosa lasciare scritto
per ricordare il giorno invitto

in cui non potendo chiudere occhio
misi insieme cotanto pastrocchio.

Postilla:
Quella stessa notte, dopo aver scritto codesto sonetto insonne, l’autore compose altri 196 endecasillabi e una ballata incompiuta. Poi, per fortuna, scoccò la sveglia e l’alba di un nuovo giorno.

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