Sono stanco di strade piene di traffico, aria inquinata e cemento dappertutto. Mi trasferisco in campagna elettorale. Un giardino verde dove l’aria è più pulita e piena di speranze la vita.

Campagna, campagna,
comme è bella ‘a campagna
ma è cchiù bella po’ politicone
ca se enghie ‘e sacche d’oro
e se magna ‘sta città.


Postilla del giorno dopo…

E se cominciassimo da un po’ di senso civico? Se scegliessimo di non votare tutti quei candidati che imbrattano i muri delle nostre città mostrando denti e dentiere sbiancate al photoshop? Se cominciassimo a rifiutare il nostro voto a tutti quelli che riempiono le case e le strade di volantini e facsimili per votanti imbecilli? Se pretendessimo di conoscere il costo delle loro campagne elettorali? Se intimassimo tutti quelli che ostruiscono la strade con la loro propaganda abusiva a rimuovere cartelli e cartelloni? Se chiedessimo a chi di dovere di staccare i manifesti affissi fuori dagli spazi deputati, oppure andassimo noi stessi a disegnare corna sui loro capelli impomatati o a cancellare i denti con un pennarello nero, o a fare l’occhio nero al candidato sindaco e i baffi alla bella candidata scelta per carpire qualche voto rosa? Se ribaltassimo il contenuto dei loro messaggi aggiungendo scritte o cancellando qua e là qualche parola o qualche frase?

Dite che non è legale? Be’, non è legale nemmeno questa orrenda invasione degli spazi pubblici perpetrata prima ancora di mettere il culo su uno scanno o una poltrona. E poi, se non è legale imbrattare i manifesti di chi imbratta la città, almeno è giusto!

Ahi! Se solo qualcuno avesse la bella idea di donare un albero alla città con i soldi risparmiati in manifesti e volantini…; forse sarei perfino disposto a vincere la mia ritrosia anarchica e ad andare, per una volta, a votare.


Reportage fotografico di una campagna di imbrattamento elettorale


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