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Siamo alle solite, “il fine giustifica i renzi”. (1)

Mi scoccia fare la parte del Cassandra clamantis in deserto, però non riesco a fare a meno di dire che è un lustro (2) che vi sto mettendo in guardia contro questo venditore di cenci passati per seta, (3) contro questo infinocchiatore di massa (4) così convinto della capacità performativa della parola da considerare vere le menzogne che sparge in giro (5) e pensare che a furia di ripeterle le bugie trasformino la realtà. (6)
Ai colleghi vorrei ricordare che lo avevo detto fin dai primi annunci della sua sedicente “buona scuola” che si sarebbe fatto bloccare quel DDL blindato e non spacchettabile e poi avrebbe accusato gli oppositori, i gufi e i detrattori di aver impedito le assunzioni dei precari. E pure questa facile profezia si sta inverando.

Così, la classe docente che è scesa in piazza, ha partecipato agli scioperi e bloccato gli scrutini (7)  crederà di aver vinto, ma avrà perso due volte:

  1. l’opinione pubblica starà ancora dalla parte del principe renzi e gli insegnati passeranno tutti, senza distinzioni, per dei conservatori che vogliono valutare senza essere mai valutati, tenendosi stretti i loro favolosi privilegi, a partire dai famigerati tre mesi di ferie; (8)
  2. si continuerà a lavorare in una scuola vecchia e bloccata, che avrebbe dovuto essere sicuramente rinnovata, forse perfino rifondata (anche se non certo con l’orribile controriforma della ditta renzi-giannini.) (9)

A me sembra un’altra vittoria di Pirro per gli insegnanti e un’ulteriore sconfitta per l’Italia tutta intera. Ma potrebbe essere anche il primo passo verso la “nuova scuola” (10) e il rinnovamento del Paese.

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