Tag

Se un fiume straripa, non metti le forze di polizia a fare da argine con le mani vuote o a colpi di pistola. Se un fiume straripa, è inutile innalzare muri e segnare confini; le acque trovano quasi sempre crepe e fessure in cui filtrare e travasarsi, oppure si innalzano e tracimano oltre i limiti di cemento e i confini tracciati.
Quello che puoi fare è preparare il territorio circostante prima che il fiume straripi, piantare gli alberi giusti intorno alle rive e creare l’ambiente adatto ad accogliere le eventuali fuoriuscite. Forse a quel punto capirai che tutta quell’acqua da cui ti difendevi, può essere perfino una benedizione, una risorsa che si riversa sulla tua terra.
L’acqua affoga e disseta. L’acqua lava ed inonda. L’acqua rinfresca ed esonda.
Soltanto gli stupidi passano il loro tempo a cercare di fermare i flussi e i riflussi o si impegnano con tutte le loro forze a svuotare il fiume con un bicchiere o con il cappello di un carabiniere.
L’acqua sceglie il letto su cui adagiarsi, crea affluenti e deviazioni, esce fuori dagli argini e decide da sola la sua strada adattandosi o contrapponendosi al terreno che trova intorno.
Chi non è stupido sa che non si può arrestare o governare un versamento d’acqua per forza di legge.

Similmente le masse umane.

Con la differenza, non da poco, che ciascuno degli individui che forma un flusso migratorio è dotato di scienza e coscienza e porta con sé una storia e un coacervo di sentimenti contrastanti che fanno di lui (e di te) un angelo, uno sterminatore o un angelo sterminatore; liquido limpido che lava e toglie la sete e l’arsura o flusso malefico che affonda, esonda e sprofonda.

Noi italiani queste cose dovremmo capirle benissimo. Sentirle come una parte di noi stessi, perfino.
Siamo probabilmente il popolo più ricco di varietà genetica di tutta l’Europa. Basta passeggiare per il Paese per accorgersene. Da nord a sud, da est a ovest ed anche nell’entroterra, si possono vedere una accanto all’altra persone bionde, scure, rosse, ambrate; occhi neri, verdi, marroni e azzurri; uomini e donne longilinee e donne e uomini bassini o tarchiati. Non c’è bisogno di fare centinaia o migliaia di chilometri per assistere a tanta sorprendente varietà di modi di essere italiani. Nello stesso piccolo borgo di uno sperduto paese dell’Appenino o della Sardegna, si può già trovare tutta la varietà di cui parlo. E, dall’incontro di persone così diverse, nascono altri capolavori della natura.

Ma da cosa deriva tutta questa ricchezza genetica se non da una continua storia di flussi migratori e di incontri tra persone differenti che si sono conosciuti e mescolati in questo piccolo territorio allungato sul mare?

È chiaro, poi, che una tale quantità di donne e uomini riversata nel paese possa cambiare gli equilibri socioeconomici dei nostri territori. Ma sta a noi saper incontrarci con loro, inserirli nel nostro tessuto sociale ed evitare che diventino manovalanza per la criminalità organizzata o trasformarsi in un Esercito Industriale di Riserva cui i detentori del capitale possano attingere selvaggiamente, allo scopo di alimentare la concorrenza tra i lavoratori, garantire un basso livello salariale ed impedire il proliferare di rivendicazioni sindacali.
Ma questi sono problemi che attengono al nostro contesto sociopolitico, non ai flussi migratori. La criminalità e, soprattutto, l’ingiustizia, lo sfruttamento e la sopraffazione dell’uomo sull’uomo esistevano già prima che scoppiassero queste contraddizioni e che la fame e le guerre facessero spostare masse sempre crescenti di donne, uomini e bambini fuori dalle loro terre di provenienza, per cercare una possibilità di cambiamento in Europa o in paesi con una migliore qualità di vita.
Insomma, non puoi prendeterla con l’ultimo arrivato se la terra in cui vivi è dilaniata dalle mafie o se i capitalisti nazionali e sovrannazionali fanno il bello e il cattivo tempo con l’economia del tuo paese o se il mercato del lavoro diventa sempre più selvaggio, sanguinario e spietato. Cerca di tenere in ordine la tua casa, prepara una stanza per gli ospiti e apri la porta al cambiamento. Vedrai che continuerai a vivere la tua vita anche se piove, il fiume straripa e sulla tua terra arriva nuova gente.