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Lui si lamentava che il pane era stantio.
Lei: “Ma come? Se è lo stesso dell’altroieri che ti era piaciuto tanto…”.

Lui voleva andare al mare.
Lei aveva già prenotato per la montagna, “Ma c’è una piscina a soli 12 chilometri, e vedrai il parcheggiatore come è carino”.

A lui piaceva dormire con le finestre aperte.
Lei chiudeva anche le persiane per paura che entrasse in casa un filo di luce o un pipistrello travestito da calabrone o da falena.

A lui piaceva fare l’amore di buon mattino.
Lei dormiva fino alle nove, e per le prime tre ore non connetteva e non le si poteva nemmeno parlare.

Lui, per stare un po’ lontano dai suoceri, voleva trasferirsi a Nord.
Lei lo convinse che sarebbe stato meglio andarsene in Sicilia. Dopo tutto, loro erano gente del Sud, anche se lei detestava il mare.

Lui avrebbe voluto una famiglia numerosa.
Lei: “Un figlio è pure troppo, con quello che costa oggi la vita. E poi mi vedi a me tra le cacche e le pappine, le mezze tacche e le mappine, le vacche e le saggine…?”

A lei piaceva far l’amore con la luce spenta.
Lui voleva guardarla e moriva dalla voglia di esplorare con la punta delle dita la leggera peluria bionda che arrivava fino all’insenatura del suo culo (ma a lei non faceva per niente piacere che le si toccasse il culo).

Lui faceva il volontario per un’associazione che accoglieva gli immigrati che da Lampedusa cercano un posto in cui stare.
Lei odiava i neri e i rom, soprattutto i rom; ma non era razzista, no. “C’è chi non sopporta le cinture in macchina, chi odia i canditi nel panettone, chi non vorrebbe mai un cane in casa. Io odio gli zingari e i negri. Ma non sono razzista.”

A lei non piacevano i telegiornali e tutto quel cianciare di politica e lamentarsi di problemi irrisolvibili e sempre uguali.
Lui detestava entrare in casa e trovare la televisione eternamente accesa su ricette di cucina fatte con ingredienti introvabili e misteriosi. “Che poi tu non sai fare nemmeno un paio di uova sode. Ma che cazzo la guardi a fare tutta questa gente che parla di intrugli incredibili che prevedono ore ed ore di preparazione? Ecco, mi è passata pure la voglia di mangiare. Mo’ te le fai da sola le tue fottute uova… E non mi stare a seccare! Mi stravacco sulla sdraio.”

A lei piaceva avere molti amici in casa e invitava sempre tizio e caio.
Lui avrebbe voluto che stessero da soli, coi piedi sul divano e qualcosa da sgranocchiare in mano.

Lei era stanca di questa vita.
Pure lui era stanco. E in questo era pari e patta la partita.

Lui aveva un‘altra.
Lei pure. Anche lei aveva un’altra. Una ragazza che aveva conosciuto in discoteca insieme col suo vecchio amante di Messina.

Lui se ne tornò a Sala Consilina.
Lei scoprì che, in fondo, le piaceva il mare e si trasferì a Taormina dove ebbe tre figli da tre compagni diversi, ma restò sempre fedele alla sua piccola amica siciliana. Il secondo era mulatto. Ed era il loro preferito.

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