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Vedi, piccola mia,
papà ha vissuto la sua vita
come un idiota da romanzo
cercando la verità nella bugia
e la bugia sotto i belletti
della bonomia.

Vedi, piccolo amore,
il tuo papà
non si è mai preoccupato troppo
delle abitudini e delle latitudini
piccolo borghesi

e questo, tante volte,
lo ha messo al centro
degli spettegolii
della piccola borghesia
che vuole giudicare
senza essere mai giudicata
da chiunque o chicchessia.

Ma per lui questo
non è stato mai
un vero problema.

Il problema per lui
è stato piuttosto
la fame universale
di pane, di alfabeti
e di autonomia.

Vedi, piccolo amore mio,
la nostra è stata sempre
una famiglia degli estremi:
missionari, dilapidatori
di patrimoni e matrimoni,
trapezisti senza rete,
navigatori contro vento,
cercatori di senso
e di fantasticheria.

E il senso,
il tuo papà,
l’ha trovato
solo di rado,
prima che tu
entrassi di soppiatto
dentro l’orizzonte
dell’esistenza sua,
per riempirgliela
di significato,
amore
e fantasia

(senza però
assolutamente
scordare
il pane,
gli alfabeti
e la ricerca ostinata
dell’autonomia
per se stesso,
per gli altri
e
soprattutto
per te,
vita mia.)

E scusami
se ti suono
un po’ presuntuoso
o troppo antiquato
(chi cavolo
lo dice più
“piccolo borghese”?).

Senti piuttosto
l’amore che muove
queste parole
ed anche quelle,
insieme con il sole
e le altre stelle.

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