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Se qualche estraneo, di qualsiasi colore, cultura, culto o religione, irrompesse a casa mia e si prendesse il po’ di cose che conservo oppure sfasciasse tutto, mi incazzerei, certo che mi incazzerei. Soprattutto se mettesse le mani sui miei cd, sui miei libri e sui libri e i giocattoli della piccola.

anime d'aitan

Ma questo non mi fa diventare automaticamente un giustiziere delle notte né mi fa schierare a favore delle blateranti richieste che puntano a difendere la propria roba con unghie, denti e colpi di fucile sparati all’impazzata sul primo che mette piede nel territorio ristretto dell’altrui proprietà privata. (“Cazzo, era il postino!”, “Accidenti, hai ucciso l’amante della signora del quarto piano!”, “Bastardo, sono tuo cugino Giovanni, avevo messo la parrucca per farti uno scherzo”, “Sorbole, Luisa, ho sparato allo specchio nel corridoio. Ma dici che porta sfiga?”).

Se mai servisse a qualcosa, la legge avrebbe soprattutto la funzione di difendere noi stessi dagli istinti distruttivi che ci assalgono contro chi ci fa del male, evitando che possiamo arrivare a giudizi sommari, esecuzioni in pubblica piazza, faide inarrestabili o risposte spropositate rispetto al torto presunto o subito.
E invece, rimbalzano da bar a tivvù, social network e parlamento voci, vomiti e rutti che affermano la centralità assoluta della sicurezza e invocano il diritto alla legittima difesa per casi sempre più ampli e vaghi.

Tutto questo mi fa molta paura, anche perché vedo tranquilli impiegati del catasto copiare e incollare terribili proclami degni del taglio di mani del sistema legislativo islamico o della sedia elettrica pre-beccariana degli Stati Uniti d’America.

Dite quello che volete e spargete pure in giro la vostra droga fatta di sospetto e paura, io cerco ancora di restare umano e continuo a credere che queste sono le classiche battaglie di retroguardia di una destra sempre più allargata, dilagante e dominante. Forse sarà pure vero che la sicurezza, come ripete la vulgata politico-popolare, non è né di destra né di sinistra. Ma questa pressante richiesta di armarsi e sparare, questa strenua difesa della proprietà privata, questa legge della giungla con la colonna sonora di Mezzogiorno di fuoco, sono parte di una cultura destrorsa che urla a pieni polmoni, ascolta con la pancia e ragiona coi coglioni.
Insomma, se siete anche voi in attesa dell’improbabile referendum ammazzacattivi, rassegnatevi, siete fascisti, filonazisti oppure insalvinati, il che, forse, è pure peggio.


Una considerazione al margine al confine di questo pensiero: quante certezze nelle magnifiche sorti dell’umanità e del sol dell’avvenire sono crollate con quel muro…!