Tag

, ,

Il 9 luglio abbiamo perso una delle nostre amiche più lucide. Una mente illuminata, illuministica e appassionata. La scuola ha perso un pilastro di conoscenze e competenze. E la sua famiglia, una donna che sapeva amare di un amore vero, concreto. Abbiamo perso tutti una poetessa che metteva la sua poesia in ogni cosa della vita, la sua cucina, il tango, il suo acume critico, le sue pagine dense e acuminate.

Internet è un arcipelago: una cosa come un insieme di isole unite dal mare che le separa. Ma a volte la voce risuona da isola ad isola e ci si riconosce, ci si sente parte della stessa patria fatta di parole.
Succedeva soprattutto ai tempi dei blog.
Con Facebook succede un po’ meno.

Lucia Tosi l’ho conosciuta nella blogosfera e la nostra modalità di conversazione è durata una decina di anni seguendo i tempi lunghi della riflessione bloggistica più che l’immediatezza superficiale dei social.
Ora Lucia non c’è più.
Mentre scrivo, si stanno tenendo i suoi funerali nella Chiesa di S. Pietro Apostolo di Favaro Veneto.

A 700 chilometri di distanza, passo in rassegna stralci delle nostre conversazioni e ricordo i momenti in cui le nostre vite si sono incrociate. Una volta che dovevo assistere un mio caro congiunto che ebbe una delicata operazione a Verona, mi fu di grande aiuto, la Lucia. Aveva un grande amore per i dialetti, e soprattutto per il napoletano. Credo che avesse dedicato la sua tesi di laurea alle poesie di Salvatore Di Giacomo. Mi piaceva correggerla o farmi correggere da lei.

Mi mancherà. Mi manca già.