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La mia piccola e io vediamo spesso Floopaloo, una divertente serie di cartoni animati francesi che raccontano il campo estivo di un gruppo di ragazzetti in una valle immersa nella natura, tra scoiattoli, castori, alci e orsi.
Nella foresta che costeggia la valle si dice che regni un essere misterioso che nessuno ha mai visto, il Floopaloo, appunto. Tutti lo cercano, ogni tanto qualcuno crede di averlo intravisto, ma nessuno sa davvero come sia fatto il Floopaloo.

floop

Ogni volta che vediamo le simpatiche avventure di questi ragazzi, io dico che il Floopaloo non esiste e Stefania ribatte che, anche se nessuno lo ha mai visto, il Floopaloo esiste e come. Cerco di convincerla con stringenti argomentazioni logiche e razionali che questo essere invisibile e inconosciuto è solo il frutto dell’immaginazione dei ragazzi del campo, le faccio notare che ogni tanto qualcuno si illude di aver visto i suoi occhi gialli e luminosi, ma poi, andando avanti col racconto, si capisce che si trattava di un orso, oppure erano le luci abbaglianti di un camion o i riflessi della luna nell’acqua, le torce dell’istruttore Ippolito e di Olga la direttrice… Ma lei non si lascia convincere da tanta razionalità. Il Floopaloo esiste e basta!

Cominciano così le nostre prime dispute teo-logiche. E io non sono certo di avere ragione.