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C’è molta confusione in giro. È difficile scegliere e quasi impossibile discernere. Una coltre di fumo opacizza ogni cosa e quelli che dovrebbero aiutarci a capire contribuiscono a intorbidirci la realtà con vagonate di acque fognarie che salgono ogni giorno di livello e ormai lambiscono le nostre labbra e ci rendono difficile aprire la bocca per respirare o per parlare.

Io, per esempio, mi chiedo se siano più deleterie e socialmente dannose le organizzazioni non governative che lucrano sulla pelle degli immigrati o i politici leghisti e pentastellati che vanno a caccia di consensi e di voti, facendo leva sulla paura per gli immigrati.

E poi vorrei anche riuscire a stabilire
– se sia peggio Donald-(Duck)-Trump o Kim-(facciadapirla)-Jŏng-ŭn
– se sia più forte Tarzan o Sandokan
– se sia più attendibile Robertosaviano o Luigidimaio
– se (al netto delle loro capacità distruttive) siano stati più sanguinari Erode o Attila, Gengis Khan o Hitler, Stalin o Nixon, Franco o Mussolini
– se sia meglio il centrosinistra che guarda a destra o il centrodestra che guarda a sinistra
– se sia peggio la Pepsi o la Coca Cola
– se siano più mortali l’alcol o l’eroina; il tabacco o la cocaina; lo zucchero o il sale fino
– se sia più giusto andare in bici e finire sotto una macchina o andare in macchina e rischiare di mettere sotto un pedone, un ciclista o l’autista di un furgone
– se sia preferibile incorrere negli effetti collaterali delle vaccinazioni o rischiare che da grandi non si possa neanche dire “scelgo da solo, sono adulto e vaccinato”
– se sia peggio più Europa, più Russia, più Cina o più Stati Uniti
– se sia meglio il lavoro nero, il lavoro sottopagato o il lavoro nero sottopagato ma legalizzato da voucher e creste dello Stato
– se siano più nefaste le mafie, le camorre, le ndranghete, le banche o le burocrazie
– se, automatizzando e digitalizzando i processi di produzione, ci libereremo dalla fatica o se perderemo il diritto al lavoro e il lavoro
– se siano più ragionevoli i borbonici, i neoborbonici, i savoiardi o i garibaldini
– se risulti più buona e giusta per i singoli cittadini del pianeta e per il pianeta intero una dieta vegetariana, vegana, onnivara, carnivora, cannibale o mediterranea
– se sia di maggior beneficio chiudersi in un fottuto guscio o aprirsi alle eventualità e ai rischi dell’altro da sé
– se per lo Stato e per i singoli cittadini sia auspicabile un incremento di autonomia e indipendenza o maggiore unità e partecipazione
– se sia più opportuno cavalcare il cambiamento o difendersi da ogni mutazione
– se sia meglio la canna al gas o un colpo alle tempie; un salto nel vuoto o un overdose di coca, zuccheri, sale o eroina.

C’è molta confusione in giro. E in molti rischiamo di dibatterci tra le antinomie e di scegliere di non scegliere.
C’è una coltre di fumo che opacizza ogni cosa e in tanti restiamo immobili a guardare il livello crescente delle acque marroni; e resteremo là finché i liquidi pestilenti non arriveranno all’altezza degli occhi impedendoci pure di vedere e di sentire.

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