Tag

Si può vivere senza musica, senza gioia, senza amore e senza filosofia. Ma mica tanto bene.

(Vladimir Jankélévitch, filosofo e pianista francese di origini ebraiche, 1903–1985)

E’ un grave errore formativo e un grande problema sociale il fatto che in Italia si insegni così poco a fare musica.
La musica mette in moto la mente e il corpo e contribuisce a uno sviluppo armonico della persona. La musica fa migliorare l’intelligenza, la memoria, l’abilità manuale e la sensibilità delle nuove generazioni.

La musica aiuta a capire che non ci sono confini, non ci sono frontiere, non ci sono limiti; ma se vuoi suonare insieme con gli altri ci sono regole, regole che puoi pure cambiare strada facendo, ma devi prima condividerle con i tuoi compagni; devi essere capace di creare con loro un giusto interplay, una buona interazione fatta di autentico scambio reciproco e di sincera apertura verso gli altri. Devi essere capace di ascoltare cosa ha da dire il tuo compagno di banda, di gruppo, di coro o di orchestra; importa poco da dove venga o quale sia il suo colore, la sua ideologia, il suo credo o la sua religione. L’importante è che ognuno vada a tempo, o segua un tempo che sappia creare la giusta poliritmia intrecciandosi col tempo degli altri; l’importante è non stonare o imparare a fare in modo che la nota che segue giustifichi e faccia diventare bella anche la nota che sembrava fuori tonalità o fuori tempo; l’importante è apprendere la tecnica dello strumento fino a dimenticarsene; l’importante è ascoltare i grandi, ma non ripeterli. Poi devi imparare a interiorizzarle tutte queste regole, farle tue e suonare, suonare, suonare, dimenticando tutto il resto, come se la tua esecuzione possa salvare la dissoluzione del mondo. E forse la sta già salvando.

Annunci