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luce coatta - by Gaetano Aitan Vergara

Non temo tanto il fascismo in sé quanto il fascismo che è in me e che vedo crescere in giro per strada, nei luoghi pubblici, negli spazi privati e, ancor più, per la rete.
Per cercare di stanarlo, sto annotando alcune delle caratteristiche tipiche di ogni tipo di totalitarismo, ma in special modo di quello autoctono nostrano.
Non per niente Gobetti aveva prematuramente definito il fascismo come l’autobiografia della nostra nazione.

Questo, dunque, è il mio provvisorio elenco. Chiedo il vostro aiuto per allungarlo, ordinarlo, precisarlo, rivederlo e ridiscuterlo.

– Centralizzare e concentrare il potere nelle mani di pochi o di uno solo (il pater familias della nazione, il padre padrone cui bisogna affidarsi perché le cose vadano bene e tutto fili per il verso giusto)
– Alimentare il culto della personalità dei capi, dei capetti e dei capirione
– Affermare l’orgoglio patrio al di là di ogni limite o ragione
– Rivolgersi all’emotività della gente solleticandone gli istinti, i genitali, le viscere e la pancia
– Essere alla costante ricerca di nemici esterni su cui convogliare l’odio delle masse
– Accusare di tradimento gli oppositori interni (le cosiddette quinte colonne)
– Ridicolizzare l’avversario ed esporlo al pubblico ludibrio in quanto nemico del popolo
– Usare sapientemente bastone e carota (e in qualche caso colpire duro anche con la carota)
– Indottrinare, ma non istruire
– Diffondere false notizie
– Fare leva su una propaganda semplice e martellante
– Cercare capri espiatori che giustifichino fallimenti e incapacità
– Alimentare un costante clima di sospetto e paura
– Resistere ad ogni tipo di cambiamento
– Tenere sotto controllo la mobilità sociale in difesa dello status quo
– Non fidarsi degli estranei
– Limitare la libertà in nome della sicurezza
– Imporre l’ordine sia negli spazi pubblici che in quelli privati
– Difendere ad oltranza i cosiddetti valori tradizionali mettendo al primo posto la patria e la famiglia
– Non discutere o criticare le leggi, le regole, le norme e i dettami imposti dall’autorità costituita
– Tenere sotto controllo l’informazione
– Imbavagliare gli insubordinati
– Reprimere i dissenzienti
– Promuovere il conformismo
– Sbandierare pubblicamente le virtù e tenere ben nascosti i vizi
– Opporre all’empatia verso l’altro l’egoismo del “me-ne-frego”
– Mettere sempre se stessi o il proprio gruppo di appartenenza o la propria città o la propria patria (il proprio “particulare”, insomma) in cima a qualsiasi scala valoriale o a qualsiasi ordine di priorità di interessi.

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P.s. Non credo che per essere fascisti si debbano considerare buone e giuste tutte queste caratteristiche che ho elencato qui un po’ alla rinfusa.
A mio modo di vedere chiunque ne condividesse almeno 3, dovrebbe sospettare di covare dentro di sé i germi del fascismo.  E se ne condividesse più di 5, dovrebbe ametterlo una buona volta di essere fascista e togliersi quella fottuta maschera da democratico o perfino da socialdemocratico. In fondo, non c’è da preoccuparsi. Tanto qua non vanno in carcere nemmeno quelli che fanno l’apologia del fascismo in modo chiaro, aperto e conclamato. E a me pare pure giusto che restino a piede e lingua libera. Basta che non si ostinino a parlare con me.

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