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A volte penso che tante persone che si mostrano diffidenti, sospettose, arrabbiate, chiuse al mondo e in perenne ricerca di avversari e di nemici… siano solo affette da gravi problemi di stitichezza.

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D’altra parte, anche Bertrand Russell sosteneva che la sua felicità non fosse dovuta alla sua presunta capacità di analizzare gli eventi in chiave scientifica, quanto al  fatto di “defecare con implacabile regolarità due volte al giorno”.

Riporto qui di seguito le parole del celebre filosofo, matematico e pacifista gallese nella loro versione originale, in quanto più di una volta mi è capitato di ritrovarle in citazioni molto manipolate o mal tradotte in italiano: “…nor do I think that my scientific outlook has contributed very greatly to my happiness, which I attribute to defecating twice a day with unfailing regularity.”

[Cfr. lettera a W.W. Norton, 27 gennaio 1931, riportata nell’autobiografia di Bertrand Russell].

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Ma prima ancora era stato Voltaire a scrivere nell’illuminante settimo capitolo di “Le Orecchie del Conte di Chesterfield“:

[…] i tre filosofi agitarono il grande problema: qual è il primo mobile di tutte le azioni umane? Goudman, che aveva sempre in mente la perdita del beneficio e della fidanzata, disse che principio di ogni cosa sono l’amore e l’ambizione. Grou, che aveva visto il mondo, disse che è il denaro; e il grande anatomico Sidrac garantì che era la seggetta [ovvero il water, la tazza del bagno]. I due commensali rimasero di stucco; ed ecco come il savio Sidrac dimostrò la sua tesi: […]

“E’ cosa ben più importante di quanto non si pensi. La costipazione è stata a volte causa delle più cruente scene. Mio nonno, che morì centenario, era speziale di Cromwell; spesso mi disse che Cromwell non era andato di corpo da ben otto giorni quando fece tagliar la testa al re.

Chiunque è un po’ informato degli affari del continente sa che spesso il duca di Guisa detto lo Sfregiato fu avvertito di non far incollerire Enrico III d’inverno, quando tirava vento di nord-est. In quelle congiunture questo monarca non andava di corpo che con estrema difficoltà. Gli escrementi gli salivano alla testa; e allora era capace di qualsiasi violenza. Il duca di Guisa non seguì così savio consiglio: che cosa gli capitò? Lui e suo fratello furono assassinati.

Carlo IX, suo predecessore, era l’uomo più costipato del regno. Aveva il colon e il retto così intasati che alla fine il sangue gli uscì dai pori. Si sa anche troppo che questo temperamento adusto fu una delle cause più considerevoli dell’eccidio di San Bartolomeo.

Per contro le persone bene in carne, che hanno visceri vellutati, la cistifellea scorrevole, i moti peristaltici facili e regolari che ogni mattina, appena fatto colazione, si sgravano facilmente, come bere un bicchier d’acqua: le persone così favorite dalla fortuna sono dolci, affabili, graziose, premurose, di cuor tenero e servizievoli. Un ‘no’ in bocca loro ha più garbo che un ‘sì’ nella bocca d’un costipato.[ …]”

Con il che il tema della stipsi diventa anche una chiave lettura di alcuni dei grandi e tragici eventi della storia umana.

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