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Lungo la strada
cadono i vecchi
e nelle case
i secchi
e gli specchi
Cadon
dal mio capo
i residui capelli
in sulle sciarpe
le scarpe
e gli orpelli
Cadono i sassi
dai cavalcavia
Cade la nonna
e cade la zia

Cadono i calcinacci
dai consunti balconi
e gli immigrati
da barche e barconi
Cadono i governi
e gli amori eterni
come i caduti
caduti in guerra
Cadon le vite
sull’asfalto
e per terra
mentre un amore
t’abbatte
e ti atterra

Cadono i denti
e i decadenti
come i neonati
appena alzati
e i neonazi
mal cresciuti
e pasciuti
Cadono
i vati
e i deputati
Cadon
gli Stati
e gli operai
mal pagati

Cadon
le teste
cadon
le braccia
Cadon le feste
le trecce
e la faccia
Cadono
i tetti
e gli edifici
con gli artifici
del tempo
che fu
Cado io
e cadi
anche tu

Cadono
i fichi
a un tanto
al chilo
e le parole
che vi rifilo
come tessere
di un domino
che non domino

Solo le foglie
non cadono più

Perché
gli alberi
erano già
tutti giù
per terra
da tanto tempo fa

Molto
prima
che cadesse
un altro autunno
sulle nostre vite
sfiancate
dal caldo
di un’altra estate
e dal timore
del freddo
che verrà

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Previous Version:

https://aitanblog.wordpress.com/2015/10/17/autumn-deca-dance/

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