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Benedetto Croce ha scritto da qualche parte che “Fino a diciotto anni tutti scrivono poesie; dopo, possono continuare a farlo solo due categorie di persone: i poeti e i cretini“.
Stefania ha cominciato presto, a 6 anni non ancora compiuti e con la scrittura incerta di chi frequenta da poco più di un mese la prima elementare.

Se da adulta sarà una poetessa o una cretina, al momento non posso saperlo (come non mi è dato sapere con certezza quale delle due opzioni sia più indicata per me, che non ho mai smesso, pur avendo cominciato anch’io a scrivere versi prima dei 18 anni, ma almeno un lustro dopo gli anni che ha ora la mia piccola).

In ogni modo, stamattina Stefy è venuta col foglio che ho inserito in foto alla fine di questo post e mi ha detto che aveva composto una canzone (lei non vuole che si parli di poesie, in verità):*

L’AMORE
SCORRE
DALLE VENE
PER L’AMORE
SERVE
FIDUCIA

Di seguito, incoraggiata dal mio compiacimento, ha scritto anche la seconda strofa (più bella e preziosa, a mio parere) ed ha aggiunto la pomposa (ed errata) firma che vedete a destra di questo riquadro:

SULLE
RIVE
DEL
VENTO
LA
NATURA
LE
MIE
CANZONI
SONO
FAMOSE
STEFI
VRGARA

Quello che mi impressiona sono gli “insistiti a capo prima che si arrivi alla fine del rigo” (altrimenti détti “versi”) e l’ellissi verbale -la frase nominale, la sintesi icastica, la metatassi, ‘nsomma, la mancanza di verbo- della seconda strofa.

i primi versi di stefania vergara

Forse davvero “tutti i bambini nascono artisti. Il difficile è come continuare ad esserlo dopo essere cresciuti” (questo era Picasso).
Forse, il mio compito consiste nel lasciar crescere da solo l’albero folto della sua creatività, preservandolo dalla siccità, dalla grandine e dalle tempeste di vento.

Prometto solennemente di provarci. Non perché un domani sia un’artista, ma perché non sia un’assoluta cretina.
E poi, mal che vada, l’esercizio della creatività la aiuterà a sentirsi meno sola e inconsolabile… Un viatico per i momenti più difficili e disperati della vita che sarà.



* Quando la piccola mi dice che non vuole che le sue canzoni siano definite poesie mi viene in mente che sosteneva più o meno la stessa cosa anche Fabrizio De Andrè, citando proprio la frase di don Benedetto di cui sopra

Benedetto Croce diceva che fino all’età dei diciotto anni tutti scrivono poesie. Dai diciotto anni in poi, rimangono a scriverle due categorie di persone: i poeti e i cretini. E quindi io precauzionalmente preferirei considerarmi un cantautore.”

Che sorprendente coincidenza, nevvero!?

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