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Gastone: […] Del pane, Dio mio, si può fare anche a meno. Lo sa tutto il mondo, che non si vive di solo pane: si vive anche di cocaina… Ventidue lire al grammo, l’ho pagata ieri sera!… Sessantasei lire per vivere tre ore! Ci mancava anche la crisi della cocaina!…
Duval: Eh, certo! Avendo la cocaina a disposizione, la vita sarebbe un paradiso.
Gastone (a Viola mostrandole lo scotolino con la cocaina): E voi, pizzicate sempre?
Viola (estasiata, si affretta a prenderne un buon pizzico): Ah, non mi­ ne parlare!
Gastone: Pianino… pianino… perché costa ventidue lirine al grammino!
Viola: Ma tu ne prendi troppa. Potresti economizzare.
Gastone (sprofondandosi sul divano): L’economia è una volgarità insopportabile!
Viola: Oh, non dicevo per l’economia. Ma il troppo fa male. Ti ab­brevia la vita!
(Ettore Petrolini, “Gastone”, 1924)

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Ogni chilo di coca porta al disboscamento di centinaia di ettari di foresta colombiana, senza contare l’inquinamento delle falde acquifere causato dall’uso indiscriminato di solventi e pesticidi necessari per la raffinazione. Gran parte del denaro proveniente dal traffico di cocaina viene reinvestito in zone via via più ampie di foresta tropicale trasformate in ranch che annullano la biodiversità di interi paesi del Centro America.

Ogni partita importata in Italia è bagnata col sangue dei cartelli colombiani, dei corrieri brasiliani e venezuelani, dei criminali nostrani (soprattutto ‘ndranghetisti), delle forze dell’ordine e di chi si trovava per caso a passare in mezzo ai fuochi. E quando la polvere arriva a destinazione, comincia la trafila dello spaccio all’ingrosso e al dettaglio col suo ulteriore carico di violenza e delitti (mentre le palline passano dal buco del culo di un brasiliano al buco del culo di un nigeriano prima di finire nel naso di un avvocato milanese igienista e xenofobo).

Ogni grammo toglie alle famiglie dei consumatori di cocaina dai 50 agli 80 euro (ma ci sono anche piazze in cui si può arrivare a 100 euro al grammo e piazze in cui si vende a ragazzini e adulti con meno disponibilità liquida roba più economica tagliata malissimo con sverminatori, lassativi, olio per motori, anfetamine e altre sostanze di minor valore di mercato).

Ogni striscia rende i consumatori più soli e lontani dal mondo dei propri affetti.

Ogni sniffata aumenta il tasso di aggressività, violenza e delinquenza delle nostre città.

Vi state tirando il pianeta su per il naso!


* Nel titolo, laddove dice “un avvocato di Milano” puoi leggere anche un “camorrista di Miano” o “un chirurgo di Marano” o “una nobildonna di Merano“, oppure pure “una studentessa di Murano” o “un camionista di Mugnano” o “un artigiano di Mondragone, di Montefalcone o di Melpignano“, ché la coca, oltre a oltrepassare le frontiere, attraversa tutte le barriere sociali e generazionali, pur se con le sue belle differenze qualitative, quantitative e di modalità di consumo.

(Erigiamo ogni giorno muri e steccati tra noi e il mondo, ma la droga scorre fluidamente dappertutto, senza confini, limiti e ripensamenti.)

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