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Nella prima settimana di marzo, un fatto di cronaca, che non esplicito per non spoilerarmi da solo, mi ha fatto venire in mente un mio breve testo di una trentina di anni prima: un raccontaccio brutto, sporco e cattivo fin dal titolo.
Lì per lì non mi è venuto di rileggerlo e ho lasciato cadere la cosa nell’accozzaglia delle scritture dimenticate. Poi stamattina, mentre cercavo altro, questa brutta storia mi è capitata tra le mani e non ho potuto fare a meno di leggerla e confermare che si tratta di una storiella molto attuale, un testo che per certi versi potrebbe sembrare perfino trendy (ovvero modaiolo ovvero di tendenza ovvero suburrico e gomorresco).

Nel 2008, proprio di questi tempi, lo avevo pubblicato in due parti tra le pagine di questo blog, dove, volendo, potreste ancora rileggerlo e capire di cosa parlo. Magari anche solo per confermare o confutare le mie summenzionate impressioni.

Prima parte: https://aitanblog.wordpress.com/2008/03/24/433/

Seconda parte: https://aitanblog.wordpress.com/2008/03/26/434/