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Nel finale della storia
la bomba intelligente
solidarizzò con gli operai
delle fabbriche nemiche
di armi chimiche,
esplosivi
e carri armati,
lasciandosi
brillare in cielo
senza corpo ferire
né terra distruggere.

“In fondo,
eravamo entrambi
governati da padroni
stupidi, avidi
e un po’ coglioni.
Lontani da loro
voi sarete liberi
di usare meglio
i vostri neuroni
e io di fare
fuochi d’artificio
senza danni
a case,
cose,
chiese,
donne,
uomini
e intere
nazioni.”

Nel finale
della storia
gli operai
andarono
in un campo
a coltivare
peperoni
e zucchine
e cantarono
così forte
da non sentire più
la voce
dei padroni,
degli idioti,
dei rincretiniti
e dei coglioni.

Era l’inizio
di un mondo nuovo,
più felice,
più contento
e più bello.
Aveva imboccato
un’altra strada
la storia.
Alleluia,
gloria,
pane,
olive,
cicoria,
pace in terra
e tanta gioia
da venirne a noia
e sentire il ghiribizzo
di cominciare
un’altra guerra.
Ma
con secchiate
d’acqua,
lanci
di pomodoro
e cuscini.