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Dovremmo tornare alla saggezza della lumaca.

Lumache - by Gaetano Aitan Vergara, 2014

La lumaca costruisce la sua casa sovrapponendo delle spire che aumentano in progressione geometrica; ma ad un certo punto si rende conto che il suo guscio sta raggiungendo la taglia massima in rapporto alle proprie dimensioni e comincia gradualmente a rallentare, fino ad arrivare ad arrestare del tutto la costruzione della sua casa-conchiglia. Da questo momento, si dedicherà solo a riparare eventuali scalfiture o rotture di quel guscio che, fin dalla nascita, la protegge dai predatori e dalle insidie dell’ambiente circostante.

Avrebbe potuto continuare a crescere indefinitamente, ma poi non avrebbe saputo come trasportare la sua casa e, molto probabilmente, sarebbe finita schiacciata sotto il peso della sua costruzione.

Insomma, è meglio dedicarsi a preservare e consolidare quello che abbiamo, piuttosto che morire sotto il carico incombente della nostra stessa crescita. È meglio capire che ci sono casi in cui meno è meglio, piuttosto che finire soffocati nell’abbondanza o soccombere sotto gli scarti della nostra stessa opulenza.

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(La prima foto è mia e risale a quattro anni fa; la seconda è una rielaborazione fotografica di beeple_crap intitolata “Snail Mail”.
La teoria della lumaca si deve, invece, a Ivan Illich ed è stata ripresa sia da Serge Latouche che da Maurizio Pallante nei loro studi sulla DECRESCITA felice, programmata, …necessaria.)