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Da dove veniamo e da dove vengono le formiche anche dopo che ho riempito la casa di Baygon e otturato l’ultimo buco del muro?

Dio esiste? E, se esiste, ha davvero la barba bianca come Merlino, Albus Silente e Babbo Natale?

Dove andiamo quando moriamo e quando sono chiusi tutti i bar e le osterie?

C’è vino dopo la morte?

In inferno, di sicuro, non avremo più il problema dell’accendino, ma siamo certi che laggiù ci siano tabaccai e distributori automatici di sigarette?

Qual è il nostro ruolo nel mondo e a cosa servono i commentatori nei salotti televisivi?

Se Adamo, Eva e i loro figli erano i primi essere umani a popolare la terra, da dove caspita sono venuti i loro discendenti?
Da un’altra costola del padre? Da un accoppiamento che, date le esiguità delle combinazioni, poteva facilmente essere incestuoso? Da sotto un cavolo? Da una provvidenziale cicogna che passava di lì di frequente per evitare che si unissero la madre coi figli, le figlie col padre e i fratelli con le sorelle?
Oppure c’erano già le inseminazioni artificiali e le cliniche della fecondità del professor Antinori?

Se Noè è partito da Israele, i pinguini e le foche, l’arca, l’hanno raggiunta a nuoto?

C’erano anche i pesci, le balene e le rane coi rospi in quella salvifica arca e, se c’erano, li tenevano in un acquario, in un laghetto artificiale o in un acquitrino?

Ma, secondo Matteo 5:39, se dopo che porgo l’altra guancia il mio interlocutore mi dà un altro ceffone, debbo continuare a porgere ad infinitum? E, se sì, dopo la prima è la seconda, dove caspita le prendo le altre guance da porgere?

Se non debbo attenermi ad un’interpretazione letterale dei testi sacri, posso anche pensare che Dio è il Big Bang e i 10 comandamenti il regolamento del mio condominio?

Se amo il mio prossimo come me stesso e poi gli tocco i genitali, è masturbazione?

Se faccio la guerra agli infedeli in nome di Dio, la pace a chi la dedico? A Satana e a Belzebù?

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