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Sulla scuola è caduto più di un Governo.
Vuoi vedere che ancora una volta sarà proprio l’istruzione a segnare l’impossibilità di conciliare le posizioni di Salvini & Co. con i programmi a cinque stelle?

Il punto di vista sulle sovvenzioni alle scuole paritarie può essere dirimente.
Da una parte c’è la lega e il suo Ministro dell’Istruzione che dichiarano a destra e a manca di auspicare maggiori finanziamenti per le paritarie, dall’altra i cinque stelle che, vivaddio e viva la Costituzione, per il momento, sembrano voler attenersi al principio dell’articolo 33 che stabilisce che “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO.”

In particolare, Luigi Gallo, deputato 5S e presidente della commissione Cultura, ha avanzato una proposta di legge che prevede “l’immediata abolizione dei contributi pubblici statali alle scuole private paritarie primarie e secondarie di primo e di secondo grado” (resta, dunque, una possibilità di finanziamento solo per asili nido e scuole dell’infanzia). Nella sua proposta si legge anche che, udite udite, “con questo risparmio sarà possibile destinare maggiori risorse al sistema pubblico di istruzione”.

Insomma, siamo ad una radicale revisione delle brutte leggi 285 del 1997 e 62 del 2000 volute, rispettivamente, dai Governi Prodi e D’Alema. Due leggi firmate entrambe da Luigi Berlinguer, se non ricordo male, ed entrambe spinte dai forti interessi espressi dal mondo dell’istruzione cattolica sul tema della parità tra sistema pubblico e sistema privato (e, sicuramente, Salvini non perderà l’occasione per far leva sulla sensibilità e sugli interessi dell’elettorato cattolico più tradizionalista e conservatore; lo ha già fatto nelle regioni governate dalla Lega).

In ogni modo, se su questo punto i cinque stelle manterranno fede al loro programma, ne vedremo delle belle.
Ma è più probabile che i pentastellati temporeggeranno ed eviteranno di parlarne lasciando che le cose restino nel limbo in cui si trovano. Sempre che non si appiattiascano una volta di più sulle posizioni “vincenti” del Capitano Salvini.