Scuole chiuse per allerta maltempo.
È novembre e piove. Non è una novità. Ma qui tutto diventa emergenza. Non facciamo che tappare buchi che noi stessi creamo.
Nei paesi scandinavi insegnano ai bambini che non esiste il maltempo, esiste il malvestire. Qui i problemi li sfuggiamo, invece di affrontarli. Qui siamo abituati a barricarci in casa, pensando che tutti i mali stiano acquattati là fuori. E deleghiamo ad altri il compito di difenderci.
Abbiamo distrutto questo piccolo pianeta e stiamo continuando a distruggerlo. Abbiamo sputato in cielo e ci sta cadendo in testa la nostra stessa bava e la saliva lanciata in aria.
Ma non mi pare che questi siano problemi risolvibili con la chiusura delle scuole.
Ci vorrebbe più consapevolezza, piuttosto, ed anche più scuola.

E poi mi pare che la facilità con cui le amministrazioni comunali chiudano le scuole a seguito di sempre più frequenti allarmismi metereologici sia un segno tangibile della svalutazione della formazione scolastica nel terzo millennio.
Era meglio quando era mammà, col suo buonsenso, a mettere il naso fuori la porta per decidere se fosse o meno il caso di mandare i figli fuori dalle mura di casa