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Non mi sorprende più di tanto questa storia delle ventitré pagine chiuse da FB in quanto untrici di notizie false e contenuti di odio costruiti ad arte (soprattutto contro immigrati, ebrei e vaccini). Che i social siano infestati di bufale e notiziacce che diffondono paura, odio e incertezza è una cosa che mi pare evidente da tempo. Come mi pare evidente che, quando si parla di circa 2 milioni e mezzo di utenti che seguivano questa ventina di pagine oscurate, si omette di evidenziare che, con i meccanismi di amplificazione e riverbero della rete, le loro bufale cibernetiche e quelle di tante altre pagine ancora attive sono in grado di raggiungere altre decine di milioni di italiani, tutti cittadini votanti o futuri votanti. Una manna per chi usa la xenofobia e l’odio per captare consenso e innalzare muri; un vulnus per la democrazia rappresentativa.
Quello che ancora non mi risulta chiaro è se queste pagine farlocche (che, peraltro, molte volte riciclano follower di pagine nate per altri più innocenti intenti) siano tutte parte di un sistema di disinformazione strutturato e capillare che corrisponde a un preciso disegno politico o se si tratti di un’ondata di cretini e farabutti sciolti che, ognuno per proprio conto, crea questi falsi contenuti per diletto, per sfogare il proprio odio e le proprie frustrazioni o per guadagnarci col clickbaiting.
Probabile che siamo di fronte a una terribile mistura dell’uno e dell’altro caso. Ma, in ogni modo, reputo che la censura possa (e debba) poco contro di loro. Sconfitto un salvini ne verrà un altro. La madre dei salvini è sempre incinta.
Quello che serve è educare le nuove generazioni di naviganti a capire dove va il vento e chi crea le tempeste, riconoscere le bufale, sviluppare senso critico e, soprattutto, dubitare di tutto. Per sconfiggere il nemico non bisogna annientarlo. Lo si deve rendere inefficace. Tanto più quando si tratta di un nemico così diffuso, pervasivo e insidioso.

L’alternativa è la reintroduzione del guardiano della soglia in un mezzo che credevamo anarchico e indipendente. Ne ho sofferto anch’io. FB e Instagram mi impediscono da tempo di mettere link a questo mio povero blog personale.
Si tratta, in fondo, di sacrificare la libertà in nome della sicurezza.
Karl Popper, intimorito dalla possibilità che in una società estremamente tollerante gli intolleranti potessero prendere il sopravvento, affermò (nel 1945, si badi bene) che “dovremmo quindi proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti”.
Io, invece, resto dell’opinione che anziché sterminare gli untori bisognerà vaccinare le loro potenziale vittime e poi lasciare le porte aperte al caos e alle fandonie.
Chi è davvero forte resiste anche al vento della calunnia.

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