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Va be’, si sa che “ogni mamma è bella ‘o scarrafone suoje!”, ma qua, oltre ai miei fratelli, lo vedete anche voi quanto è bella mamma nostra e come è rimasta bella per tutti gli ottanta anni in cui ci ha fatto felici con la sua presenza. Bella d’animo, bella di spirito, bella dentro di una bellezza che traspare anche fuori. La bellezza di chi ha donato e dona ogni momento della sua vita agli altri. La bellezza delle persone umili che, senza saperlo, ogni giorno, salvano il pianeta dalla barbarie dell’indifferenza e dell’egoismo.

Noi ci lamentiamo del fatto che, nonostante gli acciacchi dell’età, si metta a portare secchi dal balcone al bagno per risparmiare acqua o che continui a salire su scranni e scaletti per farsi più alta e operativa; ma sappiamo che non saprebbe risparmiarsi e mettersi da parte. Perché lei è una donna del fare e del donare, una di quelle persone rare che per tutta la vita si fanno e faranno in quattro per gli altri, aspettandosi in cambio poco o niente. Aggiustature, cotolette, dolci, polpette, lavatura e stiratura, consigli pacati, gattò, ragù e affetto…, una lista infinita di cose fatte con amore e dedizione e con uno sguardo benevolo e scandalizzato su un mondo di persone più giovani, che comunicano sempre meno e se ne stanno tutto il giorno rintanate negli schermi dei loro telefonini.

Noi tutti, Stefania e io soprattutto, tante volte mettiamo alla prova la sua pazienza e perdiamo subito la nostra per un nonnulla – una frase non recepita o recepita male, una domanda o una richiesta ripetuta, un’osservazione che al momento ci pare fuori luogo -, ma lei incassa la nostra insofferenza e va avanti dandoci ogni momento lezioni di stile e di tolleranza. Abbiamo ancora tanto da prendere e da imparare da lei e chiediamo al Signore, con cui lei ha un rapporto così continuativo e speciale, di lasciarla con noi ancora tanti anni. E lo chiediamo per noi, mica per lei.

Auguri nonna, pe’ cient’anne e pure ‘i cchiu’, fino a quanno vuo’ tu!