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Leila Diniz (1945-1972) era una giovane attrice dello Stato di Rio de Janeiro che, per il suo atteggiamento anticonformista e provocatorio, diventò un simbolo della liberazione femminile brasiliana; un turbine libertario che scosse nelle fondamenta il Brasile repressivo e conservatore a cavallo tra gli anni ’60 e 70 del secolo scorso; una vita spezzata da un incidente aereo in India, a soli 27 anni (come Brian Jones, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison, Kurt Cobain, Amy Winehouse e compagnia cantante).

FOTO DE PAULO GARCEZ

Sou uma pessoa livre e em paz com o mundo. Conquistei a minha liberdade a duras penas, rompendo com as convenções que tolhiam os meus passos. Por isso, fui muitas vezes censurada, mas nunca vacilei, sempre fui em frente. Tudo o que fiz me garantiu a paz e a tranquilidade que tenho hoje. Sou Leila Diniz, qual é o problema?” (“Sono una persona libera e in pace col mondo. Ho conquistato la mia libertà a dura pena, rompendo le convenzioni che mi sbarravano il passo. Per questo sono stata censurata tante volte, ma non ho mai vacillato, sono sempre andata avanti. Tutto quello che ho fatto mi ha garantito la pace e la tranquillità che ho oggi. Sono Leila Diniz, qual è il problema?”)

Figlia di un dirigente del partito comunista, subì periodi di ostracismo e censura per aver dato rifugio a militanti di sinistra perseguiti dalla dittatura e, soprattutto, per aver espresso idee e concetti che sembravano minare i valori etici e l’integrità delle famiglie brasiliane. Al punto che viene ricordato come Decreto Leila Diniz un decreto legge che puntava a controllare e reprimere tutte le manifestazioni contrarie al buon costume e alla morale comune.

Leila_Diniz

Ma lei, ironica, indomita e ribelle, si divertiva a scandalizzare i bacchettoni con atteggiamenti disinibiti e frasi ad effetto come: “Você pode muito bem amar uma pessoa e ir para cama com outra. Já aconteceu comigo.” (“Puoi benissimo amare una persona e andare a letto con un’altra. A me è successo”.) oppure “Esse negócio de idade é bobagem. Você deixa de ser virgem quando tem vontade” (“Questo fatto dell’età è una stronzata. Uno smette di essere vergine quando gli va di farlo”). E continuava a rilasciare interviste infarcite di parolacce che apparivano sotto forma di costellazioni di asterischi oppure si faceva ritrarre a mare, in bikini, col pancione o, in un locale pubblico, mentre allattava sua figlia Janaína (senza, peraltro, essersi sposata col padre della bambina).

Leila era molto vicina agli artisti ed ai musicisti del movimento tropicalista, tanto che, dopo la sua morte, Janaína fu affidata a Chico Buarque ed alla sua moglie di allora Marieta Severo.
Tra i suoi amici più intimi c’era anche Milton Nascimento che, 8 anni dopo la sua tragica morte, mise in musica una sua breve poesia che metteva in ridicolo la guerra per il dominio dei mari tra Spagna e Olanda. Un tema cocentissimo in un paese soggiogato, a quei tempi, da una dittatura militare.

Milton pubblicò la canzone tratta dal testo di Leila nel 1980, nel suo album capolavoro “Sentinela”, e aggiunse all’arrangiamento anche la voce originale dell’autrice.

Il titolo è una frase di Leila che apparentemente ha poca relazione col brano: “Um cafuné na cabeça, malandro, eu quero até de macaco” (che vuol dire, più o meno, “Una grattatina sulla testa, canaglia, la voglio perfino da un macaco”).

Ma veniamo al testo poetico di Leila:

Brigam Espanha e Holanda
Pelos direitos do mar
O mar é das gaivotas
Que nele sabem voar
Brigam Espanha e Holanda
Pelos direitos do mar
Brigam Espanha e Holanda
Por que não sabem que o mar
É de quem sabe amar

Traduco:

Combattono Spagna e Olanda
Per il dominio del mare
Il mare è dei gabbiani
Che dentro ci sanno volare
Combattono Spagna e Olanda
Per il dominio del mare
Combattono Spagna e Olanda
Perché non sanno che il mare
È di chi sa amare

Un brano contro il potere, contro la guerra, ma soprattutto un inno anarchico e libertario all’amore e alla natura.

Ascoltatelo anche in questa stupenda versione live di Milton Nascimento accompagnato dal gruppo Uakti e innamoratevene.

Ma oltre che per questo testo un po’ hippie, Leila Diniz ha un posto speciale nella MPB (Música Popular Brasileira) anche per tante altre canzoni che le sono state dedicate da grandi artisti come Martinho da Vila (“Leila Diniz“, un samba bellissimo), Rita Lee (“Todas as Mulheres do Mundo“, che era anche il titolo di un film del ’66 che la vedeva protagonista in un ruolo ispirato alla sua stessa vita), Claúdia e Taiguara (“Memória Livre de Leila“) ed Elton Medeiros (“Mais feliz“).
Il poeta Carlos Drummond de Andrade riassunse la portata rivoluzionaria della sua breve e intensa vita affermando che Leila insegnò ai bambini, agli adulti e a tutto il popolo “a arte de ser sem esconder o ser”, l’arte di essere senza nascondere l’essere. “Leila para sempre Diniz, feliz na lembrança gravada: moça que sem discurso nem requerimento soltou as mulheres de vinte anos presas ao tronco de uma especial escravidão” (“Leila per sempre Diniz, felice nel ricordo impresso nella nostra memoria: giovane donna che senza discussioni né petizioni liberò le donne da venti anni attaccate al palo di una speciale schiavitù.”)

Brigam Espanha e Holanda
Pelos direitos do mar
Brigam Espanha e Holanda
Perché non sanno che il mare
È di chi (lo) sa amare