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Spero che a scuola vi abbiamo fornito qualche strumento per scoprire, capire e cambiare qualcosa del mondo immenso che sta fuori e dentro ciascuno di noi. Soprattutto, spero che siate riusciti ad acquisire un po’ di spirito critico ed autocritico. Non si cresce se si continua a scaricare sugli altri il peso dei propri insuccessi e si ripetono sempre gli stessi errori. Prima di cambiare il mondo dobbiamo cambiare noi stessi e mettere un po’ di ordine nel caos che strepita e danza tra i nostri sentimenti e i nostri pensieri.

Ma, per l’amor del cielo e della terra, non smettete di leggere, di appassionarvi, di scandagliare i fondali e di farvi domande. Imparate ogni giorno qualcosa: una ricetta di cucina, un nuovo trucco, il nome di un calciatore, un passo di danza, una parola…
Un popolo povero di parole è un popolo manipolabile. Se davvero volete essere donne e uomini liberi, dovete continuare per tutta la vita a liberarvi dalla vostra ignoranza e non illudervi mai di essere arrivati alla fine del vostro processo di formazione umana e culturale.
Non diffondete il pensiero altrui senza prima rifletterlo in voi stessi. Non gridate per aggiungere chiasso al chiasso che c’è. Provate a riflettere e a soppesare i punti in questione prima di prendere la parola (soprattutto quando intervenite sui social e in questa rete in cui siamo tutti intrappolati).
State attenti alle scorciatoie e a chi sembra offrire soluzioni facili a problemi difficili e complessi.
Dubitate di tutto, anche di queste mie parole e delle cose che vi abbiamo insegnato a scuola, ma dubitate prima di tutto di voi stessi, della correttezza dei vostri giudizi e della bontà delle vostre azioni. Poi, però, se siete certi di avere ragione, puntate i piedi, pretendete che vi ascoltino e prendetevi quello che è vostro!

Vabbuo’, basta sermoni!
In bocca al lupo per ognuna delle future prove che dovrete affrontare.
“La scuola è tenuta a darti degli strumenti per esercitare una scelta; ma le scelte che contano sono quelle che avvengono fuori e dopo ogni scuola.” Questa è di Calvino.

Y si queréis manteneros en contacto con la lengua española, ya sabéis, podéis ir a estos sitios de la red:

¡Enhorabuena a todo el mundo (también a los que no se lo merecerían)!