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Ormai sono molti anni che lo faccio.

Chiedo ai miei alunni di quinta quale pensano che sia la percentuale degli immigrati rispetto alla popolazione nazionale e se pensano che ci siano più stranieri in Italia o in Spagna (qualche volta aggiungo pure qualche altro Paese di riferimento).
Poi faccio fare una rapida ricerca sulle percentuali pubblicate dalle statistiche “ufficiali” e li faccio ragionare autonomamente sulla discrepanza tra la realtà dei dati e la loro percezione della realtà.

Quest’anno, in due quinte, la loro percezione della presenza degli immigrati in Italia si attestava tra il 25 e il 26% contro il dato statistico che riporta un 8,5, 8,6 o, come massimo, un 8,7% di stranieri sul suolo patrio.
(Questo succede in un paesino dell’entroterra napoletano dove la presenza degli immigrati è scarsissima e in una scuola che su 1400 alunni ha sì e no una trentina di stranieri.)

Negli anni i dati numerici che ricevo dai miei studenti sono sempre più discrepanti dalla realtà. Tuttavia, ho l’impressione che aumenti anche la consapevolezza delle ragioni di questo divario. Quando a caldo abbiamo fatto una “lluvia de ideas” (brainstorming) sulle ragioni di tanta differenza tra i dati percepiti e i dati reali, sono venuti fuori argomenti interessanti come:

– Non siamo abituati come altri popoli a convivere con stranieri, per cui già vederne pochi ci shocka e ci sembrano tanti
– I mass media parlano molto e in modo insistente del fenomeno
– La televisione ci fa vedere continuamente sbarchi
– La propaganda politica e internet fanno disinformazione e amplificano la realtà dei fatti
– La paura deforma la realtà
– Vivere in zone con molti immigrati (come la vicina Casandrino) dà una percezione moltiplicata del fenomeno
– Siamo contrariati dal fatto che gli immigrati prendono il posto degli italiani e la rabbia ci fa alterare la realtà
– Vediamo la realtà attraverso i social e le fake-news, non con i nostri occhi.

A questo punto sono solito aggiungere una piccola domanda che lascio nell’aria: “Non è che siamo pure un poco razzisti?”.
E da qui parte uno studio su cosa sia storicamente il razzismo e che forme assumano oggi razzismo e xenofobia.

Credo che alla fine ognuno resti della sua idea, ma almeno impariamo a conoscere qualcosa in più di noi stessi e degli altri.

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N.B. Le foto alla lavagna si riferiscono solo ad una delle due classi coinvolte.