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Un po’ per mancanza di tempo, un po’ perché mi piace farmi sorprendere da opere di cui non so assolutamente niente, sono andato oggi al TAV di Frattamaggiore a vedere “Il bambino con la bicicletta rossa“, senza aver letto nemmeno una riga dell’argomento in questione, della trama e della messa in scena. E sono rimasto intrappolato in una storia rappresentata da un solo abilissimo attore in uno spazio minimale in cui ogni oggetto trovava la sua funzione nell’arco di un’ora di densa e tesa rappresentazione della storia di un epocale rapimento, dei suoi risvolti processuali e dell’impatto che ebbe sull’opinione pubblica alla fine degli anni ’60. Una vicenda intricata in cui affiorano gli anni della strategia della tensione (che era sempre anche una strategia della confusione) italiana.
Giovanni Meola è stato molto abile a condensare questa storia e le sue molteplici verità che descrivono da confliggenti punti di vista il primo rapimento di un bambino finito tragicamente in Italia. Nel suo lavoro di autore e di regista della pièce, ha ricostruito l’intricata vicenda facendo alternare, senza soluzione di continuità, le voci del bambino morto con quelle degli imputati, dei poliziotti e del magistrato inquirente. Tutti personaggi borderline impersonati con ammirevole capacità di caratterizzazione da Antimo Casertano che ha superato una prova d’attore ai limiti dello sforzo psico-fisico.
Forse anche sulla scorta delle canzoni del cantastorie siciliano Franco Trincale (che già nel ’69 incise tre 45 giri dedicati al caso di questo ragazzo scomparso a Viareggio), Giovanni Meola ha costruito un testo quasi tutto in versi endecasillabi, con numerose rime baciate, paranomasie e allitterazioni, quasi sempre intessute con fluidità.
Ne viene fuori il quadro di un’Italia torbida, bigotta e fascistissima in cui c’è sempre qualcuno pronto a insabbiare la verità e inquinare le prove.
Un teatro politico e poetico di non facile fruizione che presuppone lo sforzo e la collaborazione dello spettatore, ma che lo ripaga con forti emozioni e spunti di riflessione sul passato e sul presente.