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Nel 2002 (anno palindromo o capicúa, ovvero capocoda, come dicono in Catalogna), partecipai a un concorso messicano di minicuentos (tema “la comida“, il cibo) con questo miniracconto bifronte e conquistai una menzione speciale della giuria.


Palíndromo Argentino (Giles Ravager)

20 02 2002 
Ojo, como como con Anarita la tirana, no como como cojo. 
2002 20 02


Lo firmai con uno dei miei molteplici pseudonimi: Giles Ravager (che nasconde, ma non troppo, l’anagramma del mio cognome).
Naturalmente, se provate a leggere il testo di “Palíndromo Argentino” in senso inverso avrete lo stesso racconto. Senza sorprese.


Il racconto poi è stato anche pubblicato nella raccolta di “42424 Palíndromos españoles” curata da Víctor Carbajo nel 2008.
Non mi chiedete la traduzione, tanto lo spagnolo si capisce subito. O forse no. Va be’, vi basti sapere che “ojo” vuol dire occhio; “como” può voler dire: come, siccome e mangio (terza persona singolare del verbo comer) e che cojo è la prima persona del verbo coger che in spagnolo vuol dire prendere, afferrare, ma in Argentina ed in altri paesi dell’America Latina ha assunto un connotato sessuale e, in pratica, corrisponde a fare l’amore (anche se suona alquanto volgare, un po’ come l’italiano “scopare“, per intenderci).

Insomma, nella fatidica data 02022020 (data palindroma o capicúa, ovvero capocoda, come dicono in Catalogna) mi è venuto in mente questo fatto qua, ve lo volevo dire e ve l’ho detto.
Se Recai piaceR, ditelo in giro. Se no, fate come se niente fosse e scusatemi per il tempo che ho sottratto al vostro 02022020.