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Eccoci qua.
Un’altra giornata della donna.
Un’altra parentesi al patriarcato.

Sarebbe bello che non ce ne fosse più bisogno.

Io preferirei, piuttosto, che questo fosse il giorno, il mese, l’anno e il millennio degli uomini, dell’umanità tutta; quella degna umanità che rispetta donne e uomini, indistintamente, non una volta all’anno, ma per tutta la vita. Quell’umanità responsabile che ha il senso del futuro e rispetta innanzitutto se stessa e il mondo che le gira intorno.

Tanti auguri a tutti. Da questo stato di emergenza ne possiamo uscire, ne usciremo, ma a un paio di metri di distanza. Stando insieme da soli.
Poi sarà il momento di cambiare. Di cambiare tutto.