Tag

,

Vedo in giro brutti segni e temo che questo sia solo l’inizio.
Di questo passo saremo sempre più divisi e lacerati, oltre che distanti.
Lavoratori autonomi contro lavoratori statali. Operai contro impiegati. Dottori contro infermieri. Infermieri contro insegnanti. Insegnanti contro dirigenti. Dirigenti contro ministri, personale di segreteria e bidelli. Maschi contro femmine. Meridionali contro Settentrionali. Giovani contro vecchi. Tutta l’Italia contro l’Europa e il resto del mondo.

Nella vita non ho mai evitato lo scontro.
“Without contraries is no progression. Attraction and repulsion, reason and energy, love and hate, are necessary to human existence.”
Dallo scontro può nascere la stella danzante, l’angelus novus… Ma resto atterrito quando vedo questi spauracchi vuoti, questi simulacri dello scontro autentico, queste schermaglie condotte a colpi di vomiti, piccole invidie e urla sconnesse. Come in un vecchio show di Funari come uno show finto-nuovo di DeFilippi/Giletti/Bonolis. Come in uno stadio pronto a far esplodere la rabbia delle masse e deviarla sul piano del campanilismo, dello sciovinismo e della tifoseria.
E poi temo che tanta rabbia trovi le strade sbagliate per manifestare il suo sfogo, la sua scappatoia, la sua via di fuga.
Temo che si scatenerà un tremendo odio sociale, una guerra tra poveri che farà solo il gioco dei nababbi che stanno a guardare e manipolano tutto quello che possono manipolare per trarre vantaggio dai cadaveri schierati sul terreno.

Si sta covando molto fuoco sotto le ceneri.
La paura della morte sta rallentando tutto, anche lo spaccio, la prostituzione, l’abusivismo edilizio, la corruzione, lo sfruttamento dell’uomo sul uomo.
Tantissime attività, legali e illegali, non riusciranno a sopravvivere a una pausa così lunga. Altre risorgeranno dalla polvere con riconversioni, guizzi di ingegno o manovre spietate.
Ci saranno fallimenti, ci saranno licenziamenti, ci saranno più disoccupati sul mercato. Aumenteranno le tasse; aumenteranno i furti, le rapine, i pizzi e gli scippi; crescerà il disagio e dilagherà il malcontento.


Ma voglio provare a essere ottimista.
Quando usciremo da questo brutto sogno, avremo anche una gran voglia di spendere, spandere e tornare ad abbracciarci e lavorare insieme.
In questi giorni, il commercio si sta fermando, ma si stanno anche incrementando i risparmi della classe media impiegatizia.
Chiusi in casa, tutti stiamo spendendo poco o niente. Questa forzata decrescita significa anche meno sprechi, meno soldi spesi in benzina, viaggi, prodotti superflui, ristoranti, pub, pizzerie, spritz, caffè, giocattoli, automobili, ninnoli, belletti, balocchi e profumi…
Sono chiusi anche i centri scommesse (finalmente).
Solo l’e-commerce continua impavido e senza freni.
Questo comporta un consolidamento della capacità di acquisto della classe media.
Se non ci faremo prendere della paura, quando tutto questo sarà finito si tornerà a fare la spesa e un po’ anche a sprecare denaro, e io spero tanto che si privilegeranno i negozi di prossimità evitando la folla e la follia dei centri commerciali.
Spero che riscopriremo la salumeria e il negozietto sotto casa. Magari evitando di portare altro denaro a quei commercianti che in questi giorni hanno approfittato della contingenza per vendere le salsicce a 25 euro al chilo e l’amuchina a peso d’oro. Spero che ci resterà anche qualche soldo da spendere in libri, dischi, concerti e spettacoli di ogni tipo e che usciremo tutti da questo lungo incubo un po’ più adulti e responsabili. Magari anche più uniti, umani e solidali.
Spero, voglio e pretendo che dalle ceneri venga fuori una società rinnovata, fondata sul bene comune e non sugli interessi di pochi. Una società, anche, più pronta ad affrontare le emergenze senza disgregarsi e darsi addosso reciprocamente. Una comunità fondata sull’interesse collettivo e la salvaguardia delle fasce più deboli.

Come realizzare tutto questo deve essere il nocciolo del nostro impegno a venire.