Vorrei augurarti il sole anche di notte
E il mare anche tra queste fratte
Vorrei augurarti gioie e amori a frotte
E tante giornate divertenti e matte

Vorrei che arrivassi a questi diciotto
Ondeggiando al bordo di un canotto
Con l’allegria di chi non pensa a niente
E se ne frega dell’altrui gente

Ti auguro un mondo bello come questo
Ma più giusto e meno funesto
Ti auguro di apprezzare sempre quello che hai
Quello che sei e quello che dai

E poi spero che tu possa restare bella come sei
E che lo sappia sempre senza offuscarti mai


Sono successi un sacco di fatti il 14 luglio. In Francia e in Iraq è festa nazionale. E poi, va be’, l’assalto della Bastiglia e l’inizio della rivoluzione non lo dimentica nessuno. Almeno credo…

Il 14 luglio sono nati artisti, attrici, cantanti, scrittrici, imperatrici, imbianchine, idrauliche, ingegnere, inventrici, investigatrici, illustratrici e maschietti che facevano lo stesso mestiere; e poi… impiegate, imprenditrici, infermiere, ispettrici, insegnanti, informatiche, istruttrici di nuoto, illusioniste, illuse, delusi e imitatrici; ma anche imbalsamatrici, intrattenitrici, immunologhe, infettivologhe, incantatrici di serpenti, indovine, intellettuali, iettatrici, interpreti e indossatrici… 

Va be’, questo magari si può dire di ogni santo giorno dell’anno. Ma mica ogni giorno nasce un Klimt (nel 1862), un Buenaventura Durruti (nel 1896), una Natalia Ginzburg (nel 1916), un Ingmar Bergman (due anni dopo), un Manuel Vázquez Montalbán (nel 1939), un Renato Pozzetto (nel 1940), una… Carmen Vergara (nel 2002).

Ok, ok, forse qualcuno degli altri che ho citato non lo avete mai sentito nominare, ma Carmen Vergara magari sì. Cioè, non dico che la conosciate proprio bene bene, ma almeno vi potete illudere di saper chi sia e potete augurarle insieme con me tante belle cose, pe’ mo e pe’ sempe.