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Lo scorso Venerdi sono stato coinvolto dalle vulcaniche Teresa Maiello e Pina Vergara nella conduzione di un evento conviviale che segnava il ritorno in presenza (ma con la dovuta distanza) dei soci dell’Associazione ex Allievi del Durante dopo il picco della pandemia.
L’evento era improntato sui temi della passione e della pazzia.

Anfitrione della serata, Leonzio Landolfo che ci ha ospitato nel suo meraviglioso giardino arricchito dai dipinti di Margherita Damiano, a.k.a. MA.DA.
Di fronte ai quadri di Margherita prima, durante e dopo l’evento, mi sono rifugiato e raccolto in un mondo parallelo e alternativo al nostro che vi invito ad esplorare qui – quo – qua

La prima parte della serata/evento è stata scossa e allietata da una vibrante interpretazione di Pina Vergara che ha riportato in vita e in scena Gabriella Ferri con capacità che direi medianiche. Accompagnata alla chitarra dal suo non parente Pasquale Vergara, ci ha fatto riascoltare “Sempre” e “Dove sta Zazà?”.

Di seguito si sono alternati sul palco

  • i versi dei poeti Alfredo Lombardi, Margherita Morelli e Vittoria Caso letti da loro medesimi
  • una rilettura musicata in forma di tarantella in 5/8 del Carme V interpretata da Pasquale Vergara che ne è coautore insieme con… Catullo
  • una gustosa scenetta in versi scritta e interpretata da Leonzio Landolfo con Pina Vergara
  • una poesia di Anna Umbriano interpretata da Pina.

Poi, in un dato momento (prima di passare il testimone a Mimmo ‘Papparella’ Del Prete e Lello Spena che hanno condotto la seconda parte dell’evento), si sono trovati sul palco tre Vergara, uniti dal caso, dalla provvidenza o dal destino (che sono tutti nomi che diamo alle coincidenze): il Vesuvio Monna Pina, il prof chitarrista Pasquale and me.

Pina e Pasquale hanno presentato un loro arrangiamento della Tammurriata Nera introdotto da una versione depurata, riveduta e ristretta della mia Partenopé 92.
Se vi va, godetevela qua.

Siano perdonati coloro che a Napoli escono di senno! Qui mi sembra di essere un altro. Dunque le cose sono due: o ero pazzo prima di giungere qui, oppure lo sono adesso.
Napoli è un Paradiso, tutti ci vivono in una specie di inebriata dimenticanza di sé ed è per me una strana esperienza quella di trovarmi con gente che non pensa ad altro che a godere
.” (Johann Wolfgang von Goethe)

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Una bella serata, ma ancor più bello stare a chiacchierare dopo con i padroni di casa, con Pina, Margherita, Olga e Antonella.