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Quelli che buttano le cicche a terra che tanto questa è la città più sporca del mondo.

Quelli che chiedono la raccomandazione anche per saltare la fila ai bagni pubblici.

Quelli che passano la vita a smontare il lavoro altrui e poi si lamentano che qui è tutto smontato.

Quelli che imprecano contro il traffico  dall’interno dell’ingorgo che hanno creato.

Quelli che bisognerebbe investire
– tutto in cultura
– tutto in educazione
– tutto in sanità
– tutto in sicurezza
– tutto in sport
– tutto sul lavoro, il lavoro, il lavoro
– tutto nella digitalizzazione
– tutto nella pulizia della città / del marciapiede fuori casa mia / della mia strada / del mio quartiere /
– tutto in verde (bisognerebbe investire)
– tutto in rosa
– tutto in indaco e violetto
– tutto in… [inserire parole a caso, a seconda della chiacchiera e del momento].

Quelli che nascondono la polvere sotto il tappeto e le corna sotto il cappello, ma rispondono alle altrui argomentazioni con oltraggi e offese personali quando sono a corto di argomenti (praticamente, sempre).

Quelli che guardano dalla finestra o dal finestrino.

Quelli che qui bisogna fare qualcosa.

Quelli che guardano dal balcone.

Quelli che lo dicevano anche in passato che in passato si viveva meglio.

Quelli che fanno carte false perché vogliono un futuro migliore per i loro figli (e se ne fregano dei tuoi).

Quelli che guardano quelli che guardano.

Quelli che vogliono un futuro più pulito ma inquinano le falde del presente.

Quelli che mormorano che la gente mormora.

Quelli che ti urlano in faccia di abbassare la voce.

Quelli che “cafone a ‘mme? Mo te sputo ‘nfaccia!”.

Quelli che trovano un problema per ogni soluzione.

Quelli che vogliono la capra, i cavoli, il lupo e anche il traghettatore con la botte piena e la moglie ubriaca.

Quelli che dicono che non si dice.

Quelli che fanno e si strafanno.

Quelli che lasciano le mogli a casa a badare ai propri figli per andare a parlare in giro della parità dei sessi.

Quelli che lei non-sa-chi-sono-io.

Quelli che non-sono-razzista, ma-gli-zigari-però.

Quelli che pisciano alla fonte e bevono alla foce.

Quelli che fanno la guerra per trovare pace.

Quelli che dicono che la politica e sporca con le dita nel naso e l’altra mano non vi dico e non vi conto.

Quelli che si sbracciano molto per far notare quanto si sbracciano quelli che si sbracciano per farsi notare.

Quelli che ti intimidiscono con il loro strapotere e invocano per se stessi le regole della democrazia.

Quelli che il popolo ha sempre ragione finché ragiona come ragiono io.

Quelli che riempiono la rete di ragionamenti sulla dannosità o l’inutilità della rete.

Quelli che fin qui non arriveranno mai, perché non leggono più di tre righe.

Quelli che criticano a prescindere.

Quelli che scrivono in internet le cose che dovrebbero dire per strada.