Tag

,

La nostra terra è bella. Tutte venene cca’. Il sole, il mare, le femmine sciantose, la pelle degli uomini scolpita dalla fatica e dal sole. La nostra terra è bella, è bellissima, la nostra terra… Biate a cchi sa piglia, Michelemma’ Michelemma’.
Ci sono venuti in tanti, da tante parti, nella nostra bella terra bella bella bella. Chi pe’ la cimma e chi, Michelemma’, Michelemma’. Hanno intrallazzato, ci hanno dominato, ci hanno governato, hanno mischiato il loro sangue con il nostro. Chi pe’ la cimma e chi, pe’ lo streppone, pe’ lo streppone. La nostra terra è bella, bellissima, meravigliosa, ed è diventata ogni giorno più popolosa. Tutte veneno cca’, Michelemma’, Michelemma’.


La nostra terra è bella bella bella, ma sente sempre addosso il fiato di un re, di un viceré, di un dominatore, un padrone. La nostra terra è bella, ma chi la vive, la  vive da suddito e chiede ogni giorno il sussidio dal vassallo, dal barone o dal valvassore. La nostra terra è bella,  ma non è mai uscita dallo stato di minorità di cui è essa stessa colpevole.


Maistà, chi t’ha traduto?
Chistu stommaco chi ha avuto?
E signure a cavaliere
te vulevene priggiuniere!


Con quel 1799 incompiuto, la tribù partenopea ha saltato l’Illuminismo.


Sona sona, sona Carmagnola.
Sona li cunsiglia,
viva ‘o Rre cu la famiglia!