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Divagazioni critiche da Papa Francesco a Petrolini Ettore. Una cosa di sinistra.

Era di marzo. Cominciavano le chiusure e la diffusione delle paure. Si era nel pieno dell’infodemia e della pandemia.
Il papa ci ricordò che siamo tutti sulla stessa barca, “fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda”.
Nel mio piccolo, a quei tempi, qualcosa del genere stavo già provando a dirla anch’io.
Provo a riproporvela, provo a ripeterla…

https://aitanblog.wordpress.com/2020/03/25/ottimismo-della-volonta/

Se dobbiamo sacrificarci, dobbiamo sacrificarci tutti. Ad ognuno secondo il suo portafogli e le sue capacità. E penso che sia anche il caso di rivedere l’ordine di priorità delle spese pubbliche.

Insomma, qualora si realizzasse una seria patrimoniale e un taglio alle spese  militari io, da statale, metterei la firma per aggiungere un fondo di mutuo soccorso di un paio d’anni da prelevare dal mio stipendio, al fine di dare un concreto sostegno alle categorie più danneggiate dalle chiusure, dalle limitazioni, dagli isolamenti e dai coprifuoco.
Ma la vedo difficile. Sarebbero misure autenticamente di sinistra. A limite verrà realizzata in modo coattivo solo la terza che ho detto. Pagheremo solo e sempre noi delle classi medie insieme con coloro che hanno sempre pagato…

Lo diceva pure un secolo fa Ettore Petrolini: “Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono tanti.”

Bravo!
Grazie.