Tag

, ,

Ormai sono anni che vi comunico la mia incomunicabilità.
Parole che scorrono come i fiumi di Eraclito.
Uguali, mutevoli e ricorrenti.
In mezzo a un flusso incessante di gente che non sa cosa dire, ma continua a dirlo e ridirlo insistentemente che non lo sa, cosa dire; e ripete incessantemente che è pieno di gente, qui, che parla parla senza che nessuno ascolti.
Sussurri, grida, mormorii, gorgoglii e borborigmi in forma scritta.

Un altro monologo ad alta voce tra la gente che mi passa accanto e mi attraversa distratta. Come fossi un fantasma che grida in un deserto.
Parole liquide che scorrono incessanti sulla nostra retina senza lasciare null’altro che il flusso corrente e ricorrente.
Acqua che scorre senza lasciare niente.
Parole liquide scritte sull’acqua nel secchio dell’oasi di un deserto di gente distratta da chissà che.

E il secchio è uno specchio che penzola e scricchiola impiccato ad un pozzo.
Come in un film di Sergio Leone.