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È tanto tempo che non ti scrivo.
Anche se ti penso spesso.
E sono certo che anche tu pensi a me.
Almeno più di quanto mi scriva e ci scriviamo.
Ci sono persone che ho cancellato del tutto dai miei ricordi, altre che sarebbe bello che potessero cancellare anche me dai loro.
Ma a te, no, a te ti voglio tenere per sempre.
Almeno nei miei ricordi.
E voglio restare sempre e per sempre nei tuoi.

Qui ormai corriamo da fermi. Ci affanniamo a fare poco o niente. Chiusi nelle nostre vite.

Penso spesso a quanto sarà difficile uscirne e, una volta usciti, sarà ancora più difficile riabituarsi a starne fuori.
Alla fine, uno si affeziona anche alle proprie catene.
Soprattutto quando si è sopraffatti dalla paura.

Sto ingrassando.
Si ingrassa a correre da fermi e tenendo sempre la  bocca in movimento sulle gambe sedute sulla stessa sedia.

Ho inventato un nuovo panettone.
È avvolgente, dolce, lussurioso.
Una cosa semplice semplice, in verità.
Una variante del dolce dei sette vasetti con l’aggiunta di vaniglia, cacao, grappa e crema di nocciole.
Mi piacerebbe fartelo assaggiare, quando saremo fuori.
E mi piace pensare che subito dopo me ne chiederesti un’altra fetta.

“Era proprio quello che aspettavo, per prendermene un’altra anch’io.”

Rileggo e penso che rende il senso di questi giorni quello che ho scritto.
Magari pubblicherò questa mail anche sul blog.
Con destinatario anonimo. E la diffonderò sui social digitali in versione integrale o rimaneggiata.
Non me ne volere.
È anche così che faccio scorrere il tempo nella clausura di questi giorni.
Scrivo tanto e, de vez en cuanto, metto in mostra quello che scrivo per vedere l’effetto che fa.

Ma mi sembra di essere seduto da un secolo sulla stessa sedia.

Vabbè, ti lascio, ora, e vedo se riesco un po’ a dormire.

E tu?
Tu come stai?

Besazos
e arrivederci presto


P.s. Era da tanto che non mi veniva duro scrivendo.