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Erigiamo ogni giorno muri e steccati tra noi e il mondo, ma le sostanze stupefacenti scorrono fluidamente dappertutto, senza confini, limiti e ripensamenti.
E, di certo, in queste vacanze cocaina e derivati inonderanno il mercato con il loro carico di danni e tragedie quotidiane, attraversando trasversalmente classi sociali e zone rosse, gialle e arancioni.
Né si tratta solo di quello che è qua sotto i nostri occhi o alle nostre spalle.

Il problema ha una portata vasta e planetaria.

Ogni chilo di coca porta al disboscamento di centinaia di ettari di foresta colombiana; ogni raccolto inquina interi bacini di falde acquifere per l’uso indiscriminato di solventi e pesticidi necessari per la raffinazione. Una tremenda spirale viziosa, visto che poi buona parte del denaro proveniente dai traffici illeciti viene reinvestito in zone via via più ampie di foresta tropicale trasformate in distese di coca che annullano la biodiversità di interi paesi del Centro America.

Ogni partita importata in Italia è bagnata col sangue dei cartelli colombiani, dei corrieri brasiliani e venezuelani, dei criminali nostrani, delle forze dell’ordine e di chi si trovava per caso a passare in mezzo ai fuochi. E quando la polvere arriva a destinazione, comincia la trafila dello spaccio all’ingrosso e al dettaglio col suo ulteriore carico di violenza e delitti (mentre le palline passano dal buco del culo di un brasiliano al buco del culo di un nigeriano prima di finire nel naso di un avvocato milanese igienista e xenofobo).

Ogni grammo toglie ai consumatori (ed alle loro sfortunate famiglie) dai 50 agli 80 euro; ma ci sono anche piazze in cui la cocaina può arrivare a più di 100 euro al grammo, come pure centri di spaccio in cui si vende a ragazzini e adulti con meno disponibilità roba più economica tagliata malissimo con sverminatori, lassativi, olio per motori, anfetamine e altre sostanze di minor valore di mercato.

Ogni striscia rende i consumatori più soli e lontani dal mondo dei propri affetti.

Ogni sniffata aumenta il tasso di aggressività, violenza e delinquenza delle nostre città.

Vi state tirando il pianeta su per il naso!

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Quello che avete appena letto, è un adattamento di questo mio testo di tre anni fa.
Perché certe cose, purtroppo, non cambiano o cambiano poco. Troppo poco.