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La mia prima cugina di una schiera di più di trenta.
Quante chiacchiere da adolescenti.
Quanta bellezza nei tuoi occhi che sapevano accarezzarti con uno sguardo.

Mi viene in mente un pomeriggio al mare.
Dovevo avere 12 o 13 anni. Tu un paio in più. Mi raccontasti di questo ragazzone che ti faceva la corte. Ma con discrezione. E ti dicesti ammirata dalla saggezza dei miei consigli.
Eri sempre molto generosa con me. Eri generosa con tutti, in verità, e di tutti sapevi riconoscere il meglio e trasformarlo in valore.

E poi mi vengono in mente i momenti bellissimi della nascita dei tuoi figli. La capacità di affrontare i problemi senza perdere la calma. La tua decisione e la tua dolcezza.
Adoravi mio padre e con Carmine un po’ lo hai reso nonno.

Poi ti ho vista insegnare nelle mie stesse classi. Ma non ho fatto in tempo a dirti che sei l’unica collega che ho invidiato per la capacità di far sentire a ciascuno dei tuoi alunni il reale interesse che avevi per lui.
Riuscivi a motivarli nello studio facendo risaltare il meglio di ognuno di loro in un clima di gioia e di partecipazione emotiva. Facevi di ognuno una persona migliore.
E ora sto leggendo commosso tanti bei ricordi di queste giovani donne e giovani uomini. Li hanno sparsi per la rete. Me li hanno inviati in privato…


Resterai per sempre nella loro memoria e nei cuori di Angelo, dei tuoi figli, delle tue sorelle, dei tuoi poveri genitori e di tutti coloro che hanno avuto l’impagabile fortuna di conoscerti.

Salutami papà, zio Gennaro, zio Pasquale, Ginevra e i nonni, se c’è un supplemento di vita pure lassù. E continua a sorridere contra viento y marea.


Io, però, anche se ti ho vista senza vita in quel letto, ancora non sono in grado di crederci.