Tag

Quel mattino scesi come ogni giorno alle 7 e 35 per andare a lavoro. Ma niente sembrava lo stesso, quel mattino. Quel mattino la nebbia avvolgeva ogni cosa e sfumava i contorni della realtà conosciuta. Sfumava ogni cosa, la nebbia, quel mattino, ma non il mio dolore.
Era arrivato dopo una lunga notte insonne, quel mattino, e io avrei voluto dissolvermi nella nebbia, ma mi toccava andare al lavoro, come ogni giorno e ogni mattina.
Montai in macchina e accesi gli abbaglianti a luce gialla. Guidai senza pensare più a nulla. Attento solo a non uscire fuori strada.
Non so quanto tempo avrò guidato. La macchina a un certo punto si fermò da sola. Probabilmente era finita la benzina. C’era ancora la nebbia, ma ormai era sera.
Bussai alla tua porta e ti chiesi dov’ero.
Tu invece di rispondere mi chiedesti spiegazioni.

Stamattina sono sceso come ogni giorno alle 7 e 35 per andare a lavoro, ti dissi. Ma niente sembrava lo stesso, stamattina, aggiunsi.  Stamattina la nebbia avvolgeva ogni cosa e sfumava i contorni della realtà conosciuta. Sfumava ogni cosa, la nebbia, stamattina, ma non il mio dolore.
È arrivata dopo una notte insonne, questa mattinata, e io avrei voluto dissolvermi nella nebbia, stamattina, ma dovevo andare al lavoro come ogni giorno e ogni mattino.
Sono salito in macchina e ho acceso i fari fendinebbia. Ho guidato senza pensare più a niente. Attento solo a non scartare di lato e uscire fuori strada.
Non so quanto tempo ho guidato. La macchina a un certo punto si è fermata da sola. Probabilmente è finita la benzina. Caspita, se è così avrò guidato a lungo… Avevo fatto il pieno due giorni fa. Intorno a me c’era ancora la nebbia, ma era sera, stasera.
Ho bussato alla tua porta e ti chiesto dove fossi.
Tu invece di rispondere mi hai chiesto spiegazioni, conclusi.

Lei mi fissò negli occhi e mi guardò come si guarda un bambino perso in un supermercato.
Dallo specchio alle sue spalle osservai che si era diradata la nebbia.
La riconobbi, finalmente, e la abbracciai.