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Sto cominciando a perdere la pazienza.
Cosa intende il TG quando afferma che il nuovo governo intende recuperare il tempo perso con la didattica non in presenza?
Io non ho perso tempo, e nemmeno i miei alunni ne hanno perso.
Ho lavorato e fatto formazione con modalità che si adeguavano a quello che via via mi dettavano i ministri, le unità di crisi sanitaria e il governatore della mia regione; rompendomi anche la testa per cercare di interpretare le loro contraddittorie indicazioni, prescrizioni e raccomandazioni.
Ho lavorato, e per lavorare ho utilizzato i miei strumenti informatici personali ed ho anche implementato la mia stazione di lavoro.
Mi sono aggiornato per adeguare il mio intervento formativo a una situazione mutevole. Mi sono preoccupato di cercare modalità per interessare e motivare i miei alunni e per umanizzare e rendere calda la didattica a distanza.
Ora sto facendo acrobazie per insegnare a classi metà in presenza e metà a distanza. E lo sto facendo senza perdere il sorriso che considero fondamentale per creare empatia e partecipazione emotiva con i miei studenti vicini e lontani.

Dalla prima maledetta serrata dello scorso marzo ho lavorato, ho sempre lavorato mettendo in gioco tutte le mie conoscenze e competenze.
E adesso debbo sentirmi dire che io, i miei colleghi e gli alunni italiani abbiamo perso tempo…

Boccaccia mia statti quieta!
Faccio fatica a contenermi per non mettere per iscritto le imprecazioni che sto dirigendo allo schermo della TV.
Perché ormai è quasi un anno che passo ore e ore a parlare davanti a degli schermi e a volte confondo gli schermi che mi ascoltano e mi rispondono con quelli che non lo fanno e mi vomitano addosso le loro poco misurate parole.
Calmati, Gaetano, è inutile parlare con i giornalisti e i politici della televisione!
È tempo perso!