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Rivedersi dopo tanto. Che ansia. Non pensavo nemmeno che avessi accettato dopo quello che ti ho fatto. Con persone che non conosci, o conosci poco, è tuuto più facile. Sono così emozionatop che non riesco a battere sui tasti giusti. E non mi va nemmeno di mettemri a correggere. Tanto più che non so nemmeno per chi sto scrivendo, In realtà, no so neanche se sto scrivendo per farlo leggere a te, a me stesso o a qualcun altro che dopo dopvrà leggere. Scrivere così è un po’ come palrare da soli, ma parlare pensatamente. Scrivere così è un po’ come pensare, ma pensare lentissimamente.
Mi rendo conto anche che sto scrivendo con la testa chima sulla tastiera senzsa controolare quello che appare sul monitor. ma Ora stesso, mentrre lo dico, mi viene di sbirciare. Cacchio vedo almeno sette o otto chiazze rosswse: lesottolineature del correttore ortografico. Magari ci fosse anche un correttore per gli errori di copmortamento che di volta in volta commettiamo quando ci relazioniamo con gli altri… Magari potessimo intravedere tutte quelle chiazze rosse prima di arrivare alle estreme conseguenze. ma adesso è troppo tardi. Troppo tardi. e tra un po’ già busserai alla porta. Ti aspetto, ti aspetto. Ma non ho il correttore automatico. E forse è meglio così. Il correttore a volte, per non farti sbagliare, ti imbriglia nelle due griglie e ti fa fare errori che da solo non avresti saputo fare.