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Molto della bellezza dei tempi passati dipende dalla fallacia della nostra memoria e da un meccanismo ben noto che potremmo riassumere tanto come rimozione quanto con la popolare definizione di memoria selettiva.
Per esempio, di primo acchito, se mi guardo indietro all’epoca pre-covid, ho il ricordo di un tempo dorato, all’aria aperta, di fronte al mare con gli amici, oppure in un locale affollato ad ascoltare musica e commentarla ad alta voce…


Ma se zumo i miei ricordi degli ultimi dieci anni e riporto in primo piano la mia immagine, mi vedo con la testa china e lo sguardo fisso sul mio telefonino.
La pandemia della chiusura, il lockdown della comunicazione, è cominciato da lì, molto prima della diffusione dello stramaledetto virus SARS-CoV-2.

Soundtrack: Nana Mouskouri, “Recuerdos De La Alhambra” (da Francisco Tárrega).
Immagini di me stesso ritratte, riprodotte e montate da me.
La solitudine della memoria bagnata nella solitudine del presente…