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La stupidità deriva dall’avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall’avere, per ogni cosa, una domanda.”

Milan Kundera non l’ho mai letto, ma questa citazione l’ho trovata là, nella rete sterminata, ed ho pensato che ci stava bene qua, tra i dubbi che mi dilaniano in questo periodo in cui vedo troppa ostentazione di instabili certezze.



Stamattina, per esempio, mi chiedevo se sono solo io a rabbrividire all’idea di un obbligo vaccinale che, leggo, può portare fino al licenziamento degli insubordinati.

Personalmente, ho scelto di vaccinarmi, ma non mi sentirei mai di imporre ad altri la mia scelta, tanto più in mezzo a tanta confusione e a tanti passi falsi della medicina, della scienza e dei governi.
Per non parlare degli interessi delle mega-industrie del settore farmaceutico.

Sarà pure che a me spaventano tutte le emergenze e le possibili conseguenze degli Stati d’Eccezione: dall’istituzionalizzazione delle soluzioni realizzate in tempi di crisi al probabilissimo proliferare degli avvoltoi che volteggiano sulle carcasse dei cadaveri di ogni emergenza.

Lo so, l’ipotesi di decreto al momento riguarda soli gli operatori sanitari a contatto con i pazienti. Ma immagino che, una volta introdotto il principio, basti poco per estendere le misure coercitive ad altre categorie (i commercianti, i commercialisti, gli artigiani e gli artisti; i medici di base e i farmacisti; gli insegnanti, i borseggiatori e gli apprendisti; i passeggeri, i passanti, le passanti e i turisti…).
Oggi, ha detto superMario Draghi, “non va bene che operatori sanitari non vaccinati siano a contatto con malati”; domani potrebbe non andare bene che macellai non vaccinati siano a contatto con carnivori vaccinati; o viceversa.

E lo so bene, lo so, che, nel momento in cui entro in contatto con te, i tuoi diritti corrispondono ai doveri miei (e viceversa); ma ¿hai il coraggio di impormi il tuo vaccino quando ancora non hai tutte le certezze scientifiche sui suoi effetti e la sua efficacia?
Insomma, tu hai il diritto di sentirti sicuro quando mi incroci per strada; ma io ho il diritto di scegliere cosa rende sicuro me; la mia libertà finisce dove comincia la tua libertà e la tua sicurezza, ma anche la tua libertà è delimitata dagli stessi confini…

Caspita, questo terzo millennio sta innescando una catena di corti circuiti dell’etica e ci sta mettendo di fronte a pesantissimi conflitti esterni ed interiori!

Come ci appaiono semplici e spensierati gli anni ’90, al cospetto.
E quante domande senza risposta!
Senza neanche la consolazione di un po’ di kunderiana saggezza.