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Ripubblico qui, per mia memoria e per chi si trovasse a passare di qui e non avesse di meglio da fare, una presentazione di me medesimo che ho scritto la settimana scorsa per il gruppo FB “Le stanze della poesia”.


Mi chiamo Gaetano Vergara, ho più di mezzo secolo di esistenza in terra, ancora tante cose da imparare e poco tempo per farlo.

– Ma come hai potuto darmi una sola vita e tante cose da fare, apprendere e sapere?
Lo grido ripetutamente, a giorni alterni e a giorni alterni dei giorni alterni, rivolgendo la mia richiesta a qualcuno che non so…

Spero di riuscire ad essere sempre dispersivo come sono e non smettere mai di imparare ogni giorno cose nuove.
La vita è troppo breve, ma è anche troppo bella per sprecarla a fare di malavoglia una cosa sola.
I miei molteplici interessi spaziano dall’arte, alla letteratura, alla musica e all’informatica, ma più di ogni altra cosa mi interessa comunicare con gli altri e ascoltare.

Mi guadagno il pane insegnado spagnolo.
In passato ho lavorato come animatore teatrale e, attualmente, mi occupo anche di formazione per adulti, soprattutto nell’ambito delle nuove tecnologie applicate alla didattica. Curo diversi siti web, pagine social e un mio blog personale (https://aitanblog.wordpress.com/). In più sono impegnato attivamente nello sforzo di rendere più vivibile la cittadina in cui vivo (a qualche chilometro da Napoli).

Tanta roba.
Ma prima di ogni altra cosa sono padre di una splendida bambina di 9 anni con cui passo piacevolmente buona parte della giornata, cercando di coinvolgerla nelle mie passioni e lasciandomi coinvolgere dalle sue.

Ah, dall’età di 12 o 13 anni scrivo testi in cui vado frequentemente a capo prima che si concluda il rigo.

Come questo:



*L’impegno, la cura e i tuoi piedi*

La fortuna più grande

che potrai avere

è capire

cos’è

davvero importante

nella vita.

La gioia maggiore

il prendertene cura.

. . .

Un pezzo di terra,

la tua musica,

la tua moto,

la persona che ami

riamato o respinto,

la tua famiglia,

i tuoi amici

e i tuoi figli;

un albero,

una casa,

un giardino,

l’angolo di una strada,

un piccolo fiore,

una pianta di basilico,

salvia o rosmarino;

il quadro

che stai dipingendo

da mesi;

un sillabario,

un dizionario,

un blog,

un diario,

questi stupidi versi

che stai scrivendo

perché qualcuno legga

e in cuor suo condivida;

il menù del tuo ristorante,

la tua insalata e i frutti dell’orto,

le tagliatelle fatte in casa,

un gatto,

un vaso,

una pecora

o un cavallo;

non importa cosa.

. . .

Quello che importa

è l’impegno

e l’amore

che metterai

in tutto ciò

che fai

e farai.

Perché preservando,

facendo e rifacendo,

farai la tua vita

ed ogni vita.

. . .

Ma tutto questo

resta solo

una puttanata

se negherai

il diritto alla cura

ad ogni donna,

ad ogni uomo

e ad ogni pianta,

riva, rivolo o ruscello

della tua città,

del tuo paese

e del pianeta intero,

dall’emisfero bianco

al continente nero,

dall’Alpi alle piramidi,

dal Manzanare al Reno

e in ogni altro lido,

monte, fiume o terreno

su cui poggerai

il tuo impegno

e i tuoi piedi.

(c) Gaetano Aitan Vergara, 2017